Si possono coltivare i tartufi?

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Opinione scritta da: Redazione 16:50:45 04-01-2011

La decisione di coltivare tartufi deve tenere in considerazione due aspetti fondamentali: da una parte un esame attento del terreno che va considerato dal punto di vista della sua attitudine a fare crescere la coltura e dall’altra parte se ci sono le condizioni favorevoli allo sviluppo del tubero.
Se non ci sono le condizioni pedologiche e floristiche che ne favoriscono la crescita, la coltivazione è destinata al falimento.
Altro aspetto da considerare è la frequenza delle precipitazioni e l’umidità atmosferica.

Un altro aspetto da non sottovalutare per chi si accinge a praticare la tartuficoltura è di avere molta pazienza, tra l’installazione dell’impianto e la produzione vera e propria del tubero possono passare anche dieci anni.

ESPERIENZA PERSONALE: Su un terreno di proprietà situato nella zona a sud delle Marche, sul versante ascolano dei Monti Sibillini, abbiamo deciso di impiantare una tartufaia su un’estensione di 2 ettari.

Prima di mettere l’impianto si è proceduto ad una pulizia del terreno eliminando foglie e rami, allo spietramento e al dicespugliamento, successivamene si è scassato il terreno avendo cura di fare quest’operazione con la terra completamente asciutta.
Nel terreno sono impiantati alberi di quercia, di roverella, di noci e di castagno, la quantità di sostanza organica presente nel terreno dipende esclusivamente dall’humus formatosi in seguito alla caduta delle foglie delle piante.

Nel periodo in cui è stato messo l’impianto e la produzione vera e propria si è proceduto a mantenere il terreno pulito eliminando manualmente le erbe infestanti presenti, si è poi proceduto a bagnare il terreno durante il periodo estivo.

Sono state seminate delle querce, interrandovi unitamente delle spore di tartufi, in alcune parti del terreno poi sono stati impiantati pezzi di tartufo ben sano, oltre a questo accorgimento si sono sotterrate delle ghiande di quercia nella stessa buca in cui erano se messe le spore.

La prima produzione di tartufi è avvenuta dopo 7 anni dall’impianto e si è attestata intorno ai 40 kg di tuberi, all’ottavo anno la produzione si è attestata complessivamente intorno ai 50 kg di tartufi per ettaro.

PREZZI: Per quanto riguarda i costi da sostenere, la parte che richiede un investimento maggiore riguarda l’acquisto delle piante e la progettazione dell’impianto, il costo da sostenere in questo caso per acquistare circa 400 piantine micronizzate e per progettare l’impianto è stato nel 1999 di 10.000.000 delle vecchie lire, corrispondenti a circa 5.000 euro.

Per quanto riguarda gli altri costi da sostenere, tutto dipende dall’organizzazione personale, per la messa in dimora delle piantine non si è ricorso all’ausilio di personale esterno, ma si è provveduto direttamente, così come per tutte le operazioni di preparazione del terreno.

E’ chiaro che nel caso in cui si decidesse di ricorrere a personale esterno per preparare il terreno e per la messa in dimora delle piantine, i costi aumenterebbero sensibilmente.

SVANTAGGI: Non tutti i terreni sono adatti alla coltivazione dei tartufi, investimento iniziale, non sicurezza della riuscita della coltura.

VANTAGGI: Ottimo investimento e resa di produzione, non eccessive cure per ciò che concerne la coltura.

Rispettando tutte le condizioni descritte, possiamo concludere dicendo che si possono coltivare i tartufi.

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