Come si formano gli uragani?

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Opinione scritta da: Redazione 17:22:43 19-03-2011

Gli uragani rappresentano un fenomeno naturale che mostra la potenza devastatrice della natura. Infatti, con il loro carico di piogge torrenziali, onde gigantesche e venti fortissimi, portano ogni anno distruzione e provocano numerosi morti nei Carabi, nel Madagascar, in Giappone, in Australia e in altri Stati presenti sulle coste dell’Oceano Atlantico e dell’Oceano Pacifico. Ciclone e uragano sono sinonimi, ma per i meteorologi si ha un ciclone tropicale quando i suoi venti massimi superano i 117 Km/h e un uragano quando questo fenomeno si sviluppa nell’Oceano Atlantico o nel Pacifico Occidentale.
In ogni caso sia che si parli di uragano, sia che si parli di ciclone tropicale o anche di tifone, il fenomeno è sempre lo stesso: il ciclone tropicale.
Vediamo ora come nasce un ciclone tropicale.
Innanzitutto, è necessaria una perturbazione, ovvero delle nuvole che siano cariche di pioggia; a questa spesso si aggiunge un fronte d’aria tropicale, che per i cicloni atlantici nasce al largo delle coste dell’Africa e viaggia da Est verso Ovest.
Per aumentare di intensità, la perturbazione ha bisogno di vapore acqueo, che viene prodotto dalle acque tropicali che, essendo molto calde, evaporano.
L’aria calda carica di umidità sale fino a 15 km di altezza provocando a tale altezza un aumento della pressione e in basso un conseguente abbassamento.
Se i venti soffiano nella stessa direzione il ciclone crescerà di intensità, se invece soffiano in direzioni opposte, il ciclone morirà.
Nel momento in cui l’aria calda e umida arriva in alto, si raffredda e le molecole di aria fredda, essendo più pesanti, ricadono verso il basso; nella caduta però si riscaldano nuovamente e pertanto risalgono verso l’alto, aspirate dal movimento ascendente.
Interviene ora il movimento rotazionale della Terra, sotto la forma della forza apparente di Coriolis, a dare al ciclone la caratteristica forma a spirale. Infatti, per l’effetto della forza di Coriolis, qualunque corpo che si muove liberamente, ossia non vincolato al terreno, e nel nostro caso sono le gocce d’acqua, subisce una deviazione dalla sua traiettoria: verso la sua destra se si trova nell’emisfero boreale e verso la sua sinistra se si trova in quello australe. Si crea quindi un forte turbine di nubi attorno ad un asse di rotazione chiamato “occhio” del ciclone. Nel centro del ciclone i venti e le piogge sono assenti, mentre intorno ad esso, in un muro di nubi, si scatenano le folate di vento più intense che superano talvolta i 300 Km/h, potenza che può essere raggiunta dalla tempesta nel giro di pochi giorni.
Una grande sfida della meteorologia è prevedere in tempo e con precisione gli spostamenti di un uragano. Sicuramente gli strumenti più all’avanguardia migliorano di anno in anno l’affidabilità delle previsioni, inoltre la conoscenza stessa dei cicloni è migliorata negli ultimi 50 anni. Comunque si evolva, l’uragano è destinato a morire: nella migliore delle ipotesi, perderà la sua forza non appena raggiungerà acque più fredde; nella peggiore delle ipotesi, invece, quando arriverà sulla terraferma si spegnerà in poche ore per mancanza di vapore acqueo che lo alimenta, ma non senza aver provocato danni nelle terre attraversate.

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Giudizio positivo Vantaggi: l'estrazione del petrolio causerà ulteriori uragani e disastri ambientali , ciclone tropicale o di tifone, il fenomeno è sempre lo stesso

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Tag: ambiente maltempo uragani

Categoria: Ambiente

 

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