Come si forma la pioggia?

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Opinione scritta da: Redazione 10:40:45 28-08-2013

Le teorie sulla genesi degli eventi atmosferici e sull’eventuale possibilità di prevederne il corso si sono intrecciate nel corso degli anni, rendendo sempre molto vivace il dibattito tra gli scienziati ed incuriosendo i non addetti ai lavori. Oggi pare ormai del tutto assodato il rapporto tra precipitazioni atmosferiche e batteri. Vediamo come.

Nel costante legame che come un sottile filo rosso unisce ogni aspetto della natura, appare evidente che l’andamento climatico e la presenza di batteri sul pianeta siano tra loro collegate, ed influenzino a loro volta l’incedere delle precipitazioni. Infatti il surriscaldamento del pianeta e l’aumento delle temperature a livello globale fanno sì che sussistano le condizioni di vita migliori per uno sviluppo dei batteri, che sempre più trovano il loro habitat ideale nelle zone temperate e nelle foreste delle fasce a media latitudine. I batteri dunque proliferano, grazie alle variazioni climatiche che contribuiscono a rinsaldare le caratteristiche di un ambiente per loro ideale.

L’umidità si serve di residui di ogni genere e anche sembra degli stessi batteri, per giungere infine a condensarsi e trasformarsi in nube: partendo da composti volatili delle categorie più disparate, quali ad esempio polveri e residui in sospensione o particelle di pulviscolo o sale marino prodotto dalla risacca che incontra le pareti delle scogliere e rimane in sospensione, come nebulizzandosi nell’impatto tra le onde e le superfici. I nuclei di condensazione così formati sussistono nei bassi strati e generano solo la cosiddetta pioggia calda, essendo impossibilitati a generare neve e fenomeni atmosferici simili.

Saranno solo le nubi cumuliformi, che si creano a bassa temperatura, a generare la formazione della neve ed a dare origine a processi di ghiacciamento. Nel contesto si innesta anche il discorso dei cosiddetti germi del ghiaccio, che darebbero origine alla formazione di ghiaccio e di cristalli di neve intorno ai germi di nucleazione, intorno ai quali si condensano le molecole d’acqua. Rimane perciò assunto che solo l’acqua che contiene impurità può dar vita a fenomeni atmosferici e precipitazioni: ipotizzando invece la presenza di acqua pura, distillata, essa sicuramente non genererà precipitazioni ed anzi potrà rimanere allo stato liquido anche fino alla temperatura di -40°.

Il legame è dunque evidente: più germi di nucleazione comporterebbero un aumento delle precipitazioni. Tracce di questa affermazione si possono ritrovare anche nella produzione di neve artificiale, che avviene sfruttando additivi quali le proteine batteriche.

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