Come si fa una saldatura a stagno?

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Opinione scritta da: Redazione 14:17:41 25-10-2011

La saldatura a stagno è un’operazione che ci permette di fissare tutti i componenti necessari al circuito desiderato, quindi, oltre al normale uso per le schede elettroniche, potrebbe tornarci utile anche per piccole riparazioni.
Viene chiamata impropriamente saldatura ma, in realtà il termine corretto sarebbe “brasatura” dato che la fusione avviene a temperature relativamente basse.

Per effettuare una buona saldatura vi serve un saldatore e lo stagno.
In commercio esistono tanti tipi di saldatori: con impugnatura a penna, a pistola, a gas senza filo cannello, portatili, elettrico con supporto, con avanzamento stagno e con potenza che varia dai 30w ai 60w.
Il saldatore a pistola con rocchetto ha un sistema di avanzamento dello stagno che permette di lavorare con una sola mano facendolo sembrare il metodo più pratico ma il più consigliato in assoluto è il classico con impugnatura a penna con supporto.
Il saldatore è lo strumento che permette la fusione della lega saldante per mezzo della punta, quindi, sceglietela con molta attenzione, avendo cura di acquistare una punta piuttosto sottile che permetta una saldatura di precisione, e che sia dotata di una massa termica elevata in grado di mantenere la temperatura costante.
La lega saldante, prima era costituita principalmente da piombo e stagno con rame o argento in percentuali variabili.
La fusione di questa lega si aggira intorno ai 180-190°C.
Oggi l’utilizzo di piombo, in materiali saldanti, è vietato dalla direttiva europea RoHS.
Adesso le leghe sono a base di stagno, argento e rame, hanno una temperatura di fusione più alta delle precedenti e non sono più adatte ai saldatori progettati per temperature considerevolmente più basse. Inoltre il costo è decisamente aumentato.

Con queste brevi nozioni sarete sicuramente in grado di scegliere un’attrezzatura adeguata alle vostre esigenze prima di passare all’opera.

Cosa occorre:
- un saldatore;
- filo stagno;
- una scheda elettronica;
- componenti elettronici da saldare;

1. prima di tutto assicuratevi che la punta del saldatore sia pulita, se non fosse così passate leggermente della carta abrasiva molto sottile fino a fare diventare la punta lucida e, ricordatevi ogni tanto di pulirla con una spugnetta precedentemente bagnata sotto l’acqua e poi strizzata.

accendete il saldatore ed aspettate che arrivi alla giusta temperatura.

2. Una volta pronto fate delle prove poggiando lo stagno sulla punta del saldatore, verificate con quale pressione e quando tempo questo impiega a fondersi.

Effettuate sempre delle prove del genere perché, in base al tipo di pressione che viene dato dalla persona, dai componenti del filo stagno utilizzato e dalla temperatura che riesce a raggiungere il vostro saldatore, i tempi della fusione possono cambiare.

3. Adesso prendete la scheda elettronica e posizionandovi sopra il punto desiderato poggiate il componente elettronico.

Avvicinatevi con la punta del saldatore senza toccare il rame del componente e aggiungete un pò di stagno.

4. Appena si fonde poggiatelo al rame toccando anche la parte del componete elettronico da saldare.

Avete appena fatto una saldatura a stagno, adesso non vi resta che asportare le parti rimanenti.

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Giudizio positivo Vantaggi: in commercio esistono tanti tipi di saldatori , far sempre delle prove

Giudizio negativo Svantaggi: bisogna avere la mano ferma e molta pazienza

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Tag: saldatore saldatura a stagno schede elettroniche

Categoria: Varie

 

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