Rischio sismico: nuove direttive regionali per la prevenzione

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Opinione scritta da: Redazione 12:31:28 23-07-2015

A seguito del terremoto avvenuto a L’Aquila il 6 aprile del 2009, le Regioni italiane si sono attivate per prevenire e ridurre i danni causati dai fenomeni sismici.

Ancora prima del famoso terremoto, in un Decreto Ministeriale del 14 gennaio del 2008, le norme tecniche riguardanti le costruzioni antisismiche sono state aggiornate. Il testo raccoglie tutte le modalità possibili di costruzione e impone la verifica sismica su tutto il territorio nazionale.

Il 24 giugno 2009 è stato invece designato un fondo, pari a 44 milioni di euro, che ha lo scopo di finanziare la prevenzione del rischio sismico. Tra gli obiettivi esplicitamente dichiarati nella legge, rientrano la mappatura del territorio italiano, con il fine di individuare le zone maggiormente a rischio, e quindi non edificabili, una schedatura di tutte le strutture della pubblica amministrazione e un eventuale adeguamento agli edifici già presenti in zone sismiche.

L’Emilia Romagna dà esempio alle altre Regioni

Gli enti territoriali hanno emanato delle direttive valide entro i loro confini, in cui sono contenuti particolari comportamenti da tenere per ciò che riguarda il rischio sismico.

L’Emilia Romagna ha promulgato una normativa, a seguito della quale è stata stilata una classificazione degli interventi, sulla base della loro importanza, da compiere sulle strutture già esistenti. Gli interventi da fare possono essere sprovvisti di rilevanza per la comunità oppure possono essere definiti come rilevanti, ma in entrambi i casi bisogna consegnare la pratica edilizia con allegato un apposito modulo.

Per la concessione degli interventi rilevanti è richiesto il rilascio anticipato dell’Autorizzazione Sismica nel caso in cui si tratti di sopraelevazioni, strutture considerate strategiche dalla Protezione Civile, edifici che acquistano rilevanza solo in caso di collasso oppure se si tratta di progetti che sono stati inoltrati dopo la constatazione della violazione delle norme antisismiche.
L’Autorizzazione Sismica può essere richiesta presso l’ufficio dell’edilizia comunale; la procedura verrà esaminata entro 60 giorni ed entro ulteriori 60 giorni si riceverà l’approvazione al progetto oppure no.

Gli interventi non rilevanti per l’incolumità sociale sono suddivisi in tre categorie, contenute nell’Atto di Indirizzo:

- categoria L0: è richiesta solo l’abituale pratica edilizia;

- categoria L1: si deve presentare una breve atto sulla non rilevanza dell’intervento e descrivere in dettaglio il progetto su una tavola grafica;
- categoria L2: oltre alle cose elencate nella categoria L1, è richiesta anche una descrizione delle opere ed, eventualmente, viene chiesto di dimostrare il perché l’intervento viene definito non rilevante.

Incentivi fiscali per chi interviene sugli edifici

Gli incentivi fiscali, contenuti nella Guida Fiscale dell’Agenzia delle Entrate, stimolano i proprietari ad attuare una serie di interventi volti a migliorare gli edifici e le infrastrutture già presenti sul territorio.

L’Iva imposta sui materiali e sulla manodopera può ricevere un’agevolazione fino al 10% , mentre si può anche usufruire di una detrazione Irpef del 50% del costo totale dei lavori.

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Giudizio positivo Vantaggi: Più prevenzione comporta meno danni. , Gli incentivi fiscali incoraggiano i cittadini.

Giudizio negativo Svantaggi: Pochi soldi conservati nel fondo per la prevenzione.

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Tag: leggi terremoto

Categoria: Casa e giardino

 

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