Come riconoscere e trattare l’epilessia in cani e gatti?

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Opinione scritta da: Redazione 8:45:19 18-12-2010

L’epilessia (il cui nome corretto è epilessia idiopatica o epilessia essenziale) è una patologia che si carettarizza per la presenza di frequenti episodi di alterazione delle funzioni cerebrali. Sa la diffusione di questa affezione è nota presso gli uomini, meno noto è il fatto che anche gatti e cani possono esserne colpiti. Le crisi epilettiche vengono determinate da alcune anomalie dell’attività elettrica cerebrale. Il cervello, infatti, normalmente ha il compito di regolare le diverse funzioni neurologiche attraverso le cellule nervose. In caso di crisi epilettica, tali cellule non riescono e controllare e gestire una scarica elettrica ingiustificata che determina una crisi.
Come è possibile riconoscere una crisi epilettica? L’animale, nel corso della crisi convulsiva, perde conoscenza, e, cadendo a terra, generalmente su un fianco, è sottoposto a scosse incontrollabili, spesso violente. Saliva schiumosa esce dalla bocca, l’animale espelle urine e feci senza controllo e respira in maniera affannata; inoltre, generalmente le zampe si piegano e si distendono a scatti, non fluidamente. La crisi può durare qualche secondo, al massimo pochi minuti. Una volta terminata, il soggetto si riprende e torna normale (a volte c’è qualche istante di confusione, che passa rapidamente). Non è raro il caso in cui la crisi sia preceduta da un periodo di tempo (a volte pochi minuti, a volte diverse ore) durante il quale esso si comporta in maniera strana, diversa (per esempio, può ricercare, in maniera ansiosa e pericolosa, un contatto con il padrone): questo periodo viene chiamata aura. Da dire, comunque, che non si può stabilire una regola generale e comune che definisca in maniera assoluta la durata e la consistenza delle crisi dell’animale, né quanto tempo passa tra una e l’altra.
Per quanto riguarda i cani, alcune razze sono più soggette di altre, per questioni essenzialmente genetiche, agli attacchi di epilessia: ci riferiamo, e citiamo solo qualche esempio, ai beagle, ai labrador, ai golden retrive, ai bassotti, ai boxer, ai setter irlandesi, agli husky siberiani, ai barboncini e ai fox terrier. Statisticamente, i cani maschi sono più colpiti rispetto alle femmine. La prima crisi solitamente compare tra i sei mesi e i tre anni di vita. Sia nei cani che nei gatti a determinare la crisi di epilessia è uno stimolo che agisce sulle cellule cerebrali. È importante sottolineare che non esiste una cura vera e propria per l’epilessia che colpisce gli animali, i quali, di conseguenza, non potranno mai considerarsi guariti totalmente. Ciò non impedisce, comunque, di tenere la situazione sotto controllo somministrando loro farmaci contro le convulsioni, che consentono loro di condurre un’esistenza tranquilla, simile a quella dei loro simili. I medicinali sono di diverso genere, e vengono scelti dal veterinario a seconda della situazione. Da dire che si tratta di medicinali non leggeri, che con il passare del tempo possono provocare problemi agli animali. Ecco perché generalmente vengono somministrati solo a cani e gatti che presentano crisi almeno una volta ogni tre mesi.

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