Come riconoscere i funghi velenosi?

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Opinione scritta da: Redazione 9:06:24 03-11-2011

Con l’arrivo dell’autunno un hobby che coinvolge molti appassionati è quello di fare lunghe passeggiate nei boschi e nelle campagne alla ricerca di funghi. Alimento molto versatile e gustoso, non manca mai sulle tavole italiane nei mesi più freddi sia per gustosi primi o come contorno. Ogni cercatore fa questo per passione e afferma di saperli riconoscere ma anche se si è bravi bisogna avere una buona esperienza e una preparazione di base per evitare le specie velenose e non commestibili. In natura esistono oltre 100.000 specie, di queste solo una parte è realmente commestibile e si tratta per lo più di funghi comuni e conosciuti, fortunatamente in Italia esistono poche specie velenose, ma non per questo bisogna abbassare la guardia.
L’unico modo tutt’oggi valido per riconoscere i funghi velenosi è quello di sapere a quale specie appartengono, dando loro un nome. A prevalere deve essere prima di tutto il buon senso, se non si conosce il posto o si è cercatori alle prime armi meglio astenersi dal raccogliere funghi sconosciuti. Riconoscere poche specie è già un buon punto di partenza, oppure in alternativa bisogna affidarsi ai servizi di Igiene Pubblica delle Asl locali, dove esperti possono fare riconoscimenti e stabilire in tutta sicurezza la specie. Secondo alcune credenze popolari per riconoscere i funghi commestibili da quelli velenosi bisogna basarsi sul colore,  infatti secondo tali credenze  sono buoni e quindi commestibili tutti i funghi di colore bianco, ma in realtà rientra in questa categoria anche l’Amatina verna, uno dei funghi più velenosi che esistono in natura. La pigmentazione quindi può essere un buon indicatore, ma fino ad un certo punto. Molte specie velenose hanno però colorazioni particolari, la testa rossa e puntini bianchi, striature verdi , in ogni caso si tratta di specie che vengono riconosciute solo quando il fungo raggiunge una certa grandezza, quindi bisogna evitare di raccoglierli ancora piccoli o recidere la base in modo sommario senza permettere un successivo riconoscimento. In Italia esistono diverse specie velenose, alcune tossiche e altre allucinogene, in particolare: Psilocyle semilanceata, Amatina muscaria e Amatina phanterina, Amanita Phalloides, Rhodophillum lividum, Panaeolus subalteatus, Panaeolus campanulatus, Psathyrella candolleana e Mycena pura. Sono tutte sparse per il territorio soprattutto nelle parti boschive, montuose e collinari. Se non si conosce la specie di appartenenza è sbagliato credere che siano commestibili perché si trovano in zone familiari, come il bosco vicino casa o perché piccoli insetti se ne sono già cibati. Non c’è nulla di più sbagliato che credere che i funghi perdano la loro tossicità dopo la cottura. I funghi velenosi non sono difficili da trovare e riconoscere, ma ci vuole sempre una buona conoscenza e l’esperienza. Meglio non improvvisarsi esperti, in ogni caso se la forma è strana o c’è qualche dubbio sulla loro reale commestibilità meglio non raccoglierli.

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Giudizio positivo Vantaggi: un hobby che coinvolge molti appassionati , se la forma è strana o c'è qualche dubbio sulla loro reale commestibilità meglio non raccoglierli

Giudizio negativo Svantaggi: non c’è nulla di più sbagliato che credere che i funghi perdano la loro tossicità dopo la cottura

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Tag: cibo funghi velenosi hobby

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