Quanto aumenteranno le sigarette nel 2012?

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Opinione scritta da: Redazione 9:43:14 01-02-2012

Mercoledì 25 gennaio è stato il giorno del cosiddetto Decreto Milleproroghe.

Durante la discussione, uno degli obiettivi chiave dell’esecutivo di Monti è stato selezionare dove colpire per reperire risorse. I seguaci del premier hanno deciso di mettere le mani in tasca ai fumatori tramite l’aliquota di base sull’accisa dei tabacchi.

Il piano prevede di ottenere così 15 milioni per il 2013 e 140 milioni dal 2014, necessari per le pensioni di quei lavoratori che avevano concordato l’uscita dal mondo del lavoro. A supervisionare l’operazione, i Monopoli di Stato.

In generale, tutti ritengono la misura giustificata dalla difficile situazione economica. Più in particolare, non mancano dubbi e perplessità.

Tra i più critici della nuova accisa, i tabaccai.
Essi fanno invece notare come la tassa sulle sigarette in primo luogo danneggerebbe gli imprenditori onesti. Oggi, ricordano gli esercenti, il comune pacchetto di sigarette fa guadagnare 42 centesimi al tabaccaio e 60 al produttore-distributore, mentre il grosso del prezzo (75%) va allo Stato.
Allora, la nuova accisa ridurrebbe i consumi, mettendo sotto pressione un settore già provato dalla crisi e della concorrenza.

Bloccati dai prezzi alti, i fumatori italiani hanno da tempo abbandonato le marche nazionale, acquistando i pacchetti desiderati nella vicina Svizzera: tuttavia, i movimenti finanziari odierni hanno reso molto meno conveniente l’acquisto oltreconfine.

Il vero pericolo sta nei prodotti illegali, il cui prezzo ridotto sarebbe incentivo per i consumatori legati al risparmio.

Tale discorso è condiviso da sociologi ed esperti delle dipendenze, che fanno notare una pericolosa confluenza di fattori.
In primis, l’Italia (dati ufficiali) è uno dei paesi UE dove transito e consumo di stupefacenti sono più diffusi.
Perciò, un’eventuale tassa sulle sigarette spingerebbe i consumatori deboli o verso le sigarette di contrabbando o altre sostanze. Fabbricate senza regole di sicurezza, le sigarette clandestine contengono sostanza come nicotina o catrame a livelli ben più alti delle colleghe regolari.

Inoltre, la comparazione tra prezzo delle sigarette legali e quello inferiore degli stupefacenti, potrebbe far virare le preferenze verso questi ultimi.
I consumatori di sostanze sono spesso in difficoltà economica, e la possibilità di risparmiare potrebbe influire sulla scelta come e più del gusto personale.

Tuttavia, l’azione del Governo Monti trova anche estimatori.

Essi iniziano risolvendo il paradosso legato alle sigarette: per quanto lo Stato ne limiti la vendita e le controlli con campagne antifumo, le sigarette sono risorse per le casse pubbliche.

Allora, nei tempi attuali di crisi, i politici devono lasciar da parte l’etica e puntare al risultato, magari imitando la Svizzera, dove un pacchetto comune costa 6.2 Euro. Applicato alle sigarette nostrane, tale prezzo darebbe all’erario pubblico un gettito aggiuntivo di oltre 4 miliardi di euro all’anno.

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Giudizio positivo Vantaggi: reperire risorse , ottenere 15 milioni per il 2013 e 140 milioni dal 2014

Giudizio negativo Svantaggi: un'eventuale tassa sulle sigarette potrebbe spingere i consumatori verso le sigarette di contrabbando

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Tag: Decreto Milleproroghe Governo Monti Monti sigarette

Categoria: Politica e governo

 

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