Quando si può ricorrere alla risoluzione del contratto?

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Opinione scritta da: Redazione 9:15:08 03-10-2011

Il contratto è un atto giuridico a tutti gli effetti di legge, ris, una volta stipulato, il contratto deve essere registrato all’ufficio competente.
La risoluzione del contratto è prevista in tre casi specifici:

1) risoluzione del contratto per inadempimento
2) risoluzione del contratto per impossibilità sopravvenuta
3) risoluzione del contratto per eccessiva onerosità sopravvenuta

In merito al primo caso, uno dei contraenti può chiedere la risoluzione quando l’altro non adempie i suoi impegni, prima però è tenuto a chiedere attraverso lettera raccomandata con ricevuta di ritorno il rispetto del contratto entro un ragionevole termine di tempo, qualora l’altro contraente non rispondesse del dovuto allora si può procedere con la richiesta di risoluzione.
In questo caso, però, occorre dimostrare che l’altro contraente è inadempiente, quindi può essere imputabile di reato e detto reato va dimostrato.

In merito al secondo caso, si può chiedere la risoluzione tenendo conto di alcune variabili; è possibile che il contratto non venga rispettato per cause non imputabili direttamente a uno dei contraenti, quali, incidente, malattie o altre cause dimostrabili e valide, in questo caso si deve cercare un accordo da ambo le parti per mettere il debitore in condizione di rispettare il contratto, concedere tempo ed eventualmente rivedere le modalità del contratto stesso.

Se nonostante tutto il debitore continua ad essere insolvibile allora si può procedere alla risoluzione del contratto, dopo avere dimostrato che sono state offerte possibilità e flessibilità non rispettate dal debitore, se, invece il debitore può dimostrare di non essere in grado materialmente e per gravi motivi di assolvere il suo debito allora bisogna procedere con l’assistenza di un legale.

In merito al terzo caso, occorre proporre un esempio per comprendere meglio la dinamica dei fatti, si ipotizzi che vi è un contatto fra un agricoltore che deve fornire un certo numero di casse di frutta al giorno ad un rivenditore, il contadino rispetta i termini contratto fino a quando non sopraggiunge una forte grandinata che rovina i frutti, in questo caso egli non può più materialmente rispettare l’impegno preso, ma può recuperare la frutta che si è salvata dalla grandine che sarà in quantità minore di quella richiesta e pertanto aumenterà anche il prezzo, se questo prezzo raggiungesse livelli inaccettabili per il rivenditore ed egli non volesse accettarlo il contadino può chiedere la risoluzione del contratto al fine di proporre la sua merce al migliore offerente. In casi di contratti di questo tipo, comunque, si tiene sempre conto di alcune variabili o imprevisti, pertanto non è semplice risolvere questo tipo di contratto e necessità assolutamente che le parti chiedano assistenza legale.

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Giudizio positivo Vantaggi: il contratto è un atto giuridico a tutti gli effetti di legge , per essere posto in atto bisogna che ci siano due o più parti, i contraenti più una figura istituzionale che dia validità allo stesso

Giudizio negativo Svantaggi: la risoluzione di un contratto non è sempre necessaria

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Tag: contratti legali interruzione contratti risoluzione contratti

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