Quando si può andare in pensione?

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Opinione scritta da: Redazione 11:57:48 24-06-2011

In questa guida vorrei affrontare uno degli argomenti più spinosi e controversi di questi ultimi anni: la pensione.
Ogni anno vengono varate nuove leggi, circolari, decreti, ecc. e comincia a diventare davvero difficile riuscire ad orientarsi. Ma vediamo cosa stabilisce la legge oggi, in altre parole quali sono i criteri per andare in pensione nel 2011. Innanzitutto bisogna fare una premessa, andare in pensione significa sospendere qualunque tipo di attività retribuita fino in quel momento svolta.
Ma passiamo adesso all’aspetto burocratico e legislativo. Per prima cosa bisogna fare una distinzione fra lavoratore pubblico e privato, infatti, ciò che vale per una categoria non vale per l’altra. Nello specifico il lavoratore privato o autonomo può richiedere la pensione se è in possesso di alcuni requisiti (che devono essere posseduti nel momento in cui si decide di andare in pensione): età e contributi versati. Bisogna distinguere tre casi: il lavoratore ha raggiunto i 60 anni di età e 35 anni di contributi con una quota del 95% (il valore della quota si evince dal rapporto fra età pensionabile e contributi versati); il lavoratore ha raggiunto i 61 anni di età è ha una quota pari al 96%; ed, infine, terzo caso il lavoratore privato ha raggiunto i 62 anni di età e ha una quota superiore al 96%.
Per quanto riguarda i lavoratori pubblici o i lavoratori dipendenti, in altre parole i lavoratori che hanno affidato i loro contributi pensionistici ad un fondo pensione devono soddisfare i seguenti requisiti: il lavoratore pubblico ha raggiunto i 59 anni di età e 35 anni di contributi con una quota del 95% (anche in questo caso il valore della quota si evince dal rapporto fra età pensionabile e contributi versati); il lavoratore ha raggiunto i 60 anni di età è ha uno quota pari al 96%; ed, infine, terzo caso il lavoratore dipendente o pubblico ha raggiunto i 61 anni di età e ha una quota superiore al 96%.
Infine, sia il lavoratore pubblico che quello privato possono decidere di andare in pensione se, pur non possedendo i requisiti illustrati sopra, ha maturato almeno 40 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica. Così ad esempio se ho 40 anni di contributi versati posso andare in pensione a 55 anni, invece di aspettare i 60 anni.
Un’altra precisazione che va fatta, riguarda il calcolo della pensione. Si tratta di un aspetto molto complicato per cui è necessario rivolgersi ad un’agenzia pensionistica come l’Inps (ma ce ne sono molte altre sparse nel territorio) che ci aiuterà ad effettuare il corretto calcolo. Bisogna portare con sè tutte le buste paga; il calcolo viene fatto tenendo conto di una media degli ultimi 10 anni di stipendio a cui vanno sommati altri dati come le cosiddette “componenti accessorie”: turni di straordinario, premi produzione, ecc.

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Giudizio positivo Vantaggi: se si hanno 40 anni di contributi versati si può andare in pensione a 55 anni, invece di aspettare i 60 anni , è necessario rivolgersi ad un'agenzia pensionistica

Giudizio negativo Svantaggi: ogni anno vengono varate nuove leggi

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Tag: calcolo della pensione Lavoro pensione

Categoria: Varie

 

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