Quando posso chiedere un pensionamento anticipato?

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Opinione scritta da: Redazione 18:18:17 11-02-2011

Sono rari i casi in Italia in cui si può chiedere il pensionamento anticipato, anche perchè, visti i limiti di età alzati di recente e che continueranno a salire, per poter accedere al sistema pensionistico, in molti potrebbero essere tentati dall’idea di abbandonare il mondo del lavoro in anticipo.
In particolare, sono due le ipotesi che bisogna tenere in considerazione, la prima riguarda la necessità di assistere un congiunto a cui sia stata riconosciuta un’infermità grave, pari al 100%, in questo caso, il coniuge, sorelle, fratelli, genitori o figli possono chiedere il pensionamento anticipato per poter accudire la persona in questione, naturalmente una sola persona per malato può usufruire di tale diritto. Si può usufruire se il parente non è ricoverato presso strutture specializzate, altrimenti vengono riconosciuti altri diritti sempre contenuti nella Legge 104 che appunto legifera in tale materia. Parenti diversi rispetto a questa cerchia ristretta non possono vedersi riconosciuti tali diritti. Possono richiedere tale agevolazione i lavoratori dipendenti o autonomi del settore privato iscritti all’ INPS.
Un altro caso in cui è possibile usufruire di pensionamenti anticipati riguarda il caso di patologie tali da essere incompatibili con l’ attività lavorativa, in questo caso occorre il vaglio di una commissione medica che accerta se vi è la compatibilità tra l’ attività lavorativa e la patologia, o le patologie, sofferte dalla persona che chiede il pensionamento anticipato.
Al vaglio degli esperti vi erano altre ipotesi legislative in cui accedere ad un pensionamento anticipato rispetto ai limiti generali, ed era il caso di lavori usuranti, ma allo stato delle normative, oggi ancora tali possibilità non vi sono.
In alcuni casi, per evitare le eccedenze di lavoratori vengono stabiliti dei prepensionamenti volontari, in questo caso però l’ ente in questione non può decidere di mandare in pensione il lavoratore, ma solo offrire tale possiblità, resta poi al dipendente la possibilità di accettare o meno tale trattamento.
Il caso di prepensionamento non deve essere confuso con altri ammortizzatori sociali anche dovuti ad esubero di personale. Le aziende tentano di far godere i sussidi come cassa integrazione oppure sussidi di ” mobilità”, a persone che si trovano in condizione di accedere direttamente al pensionamento al termine del godimento dell’ ammortizzatore stesso, in questo caso le aziende tendono, anche per evitare il conflitto in azienda, ad agevolare tale uscita con maggiori riconoscimenti economici, vengono così mantenuti in attività gli addetti in più giovane età o che non hanno una sufficiente contribuzione per accedere al pensionamento. Agli addetti viene comunque riconosciuta la possibilità di tale uscita agevolata, oppure vi può essere il rifiuto, in questo caso i criteri di selezione del personale in uscita saranno stabiliti dall’ azienda stessa secondo altri criteri oppure in modo casuale. Deve essere ricordato che questi anni dal punto di vista contributivo saranno figurativi e bisogna sempre controllare la propria posizione nei confronti dell’ ente erogatore per essere sicuri di non avere brutte sorprese.

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