Quando nacque e chi creò la bandiera italiana?

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Opinione scritta da: Redazione 14:00:09 27-10-2015

La bandiera nazionale italiana, altrimenti più comunemente nota al pubblico con il nome di “Tricolore”, è un elemento rappresentativo della Repubblica del nostro paese e possiede radici che affondano negli antichi tempi del glorioso Risorgimento. Gli Italiani, uniti sotto questo vessillo d’importanza storica, furono e sono tutt’oggi accumunati da principi di libertà, giustizia, eguaglianza e fratellanza.

Se dovessimo dare alla nostra bandiera una vera e propria data di nascita dovremmo farla risalire al 14 Novembre dell’anno 1794, è proprio durante questo periodo, infatti, che la città di Bologna, capitale della Repubblica Cispadana, tentò di unificare la Nazione sotto un’unica bandiera ponendo come prerogativa l’utilizzo dei tre colori ancora oggi presenti sullo stendardo italiano: Il verde, il bianco ed il rosso, disposti in fasce verticali.

Quanti di noi si sono mai soffermati sul significato di questi colori? Sono stati scelti casualmente oppure vi è un significato sconosciuto alla maggior parte degli Italiani?
La risposta è molto semplice ed è da ricercare anch’essa nel passato. Il Tricolore che tutti abbiamo in mente nasce come variante della bandiera utilizzata dal popolo francese durante la famosa rivoluzione, sostituendo il blu con il verde, da sempre simbolo della natura e dei diritti di uguaglianza e libertà. Gli ideatori della bandiera italiana come la conosciamo oggi furono due giovani studenti universitari, Luigi Zamboni e Giambattista De Rolandis, rispettivamente nati nelle città di Bologna e di Castell’Alfero, borgo nella provincia di Asti, che decisero di unire il bianco e il rosso, colori delle loro città d’origine, con il verde simboleggiante la speranza.

A loro modo, i due studenti cercarono di rivivere gli ideali della rivoluzione francese cercando di combattere la sottomissione del Comune di Bologna agli Stati della Chiesa con un’insurrezione che ebbe luogo durante la notte del 13 Dicembre. Il tentativo di ribellione fu prontamente sedato dalla polizia pontificia e i due rappresentanti scoperti. Nei giorni seguenti Zamboni fu trovato morto nella sua cella, probabilmente strangolato da due detenuti sotto ordine della polizia del vaticano, De Rolandis, invece, subì un regolare processo seguito da una condanna di morte tramite impiccagione il 23 Aprile 1796.
Nello stesso anno Napoleone Bonaparte fece diventare lo stendando dei due giovani rivoluzionari l’emblema delle Legioni lombarde e italiane, qualche mese più tardi, per la precisione il 28 Ottobre 1796, il senato di Bologna sancì attraverso un documento ufficiale, l’utilizzo della bandiera con i famosi tre colori nazionali per l’identificazione della Repubblica Cispadana, ponendola agli occhi dei patrioti come un simbolo per un futuro migliore. Dopo breve il tricolore venne adottato anche da Bergamo e Brescia e in un secondo momento anche dalla Repubblica Cisalpina. 

Durante i suoi primi anni di vita era facile trovare la bandiera italiana in due varianti, una con la classica disposizione dei colori in fasce verticali con il verde posto al primo posto, un’altra con le fasce disposte orizzontalmente con il verde posto in alto. Bisognerà attendere che la bandiera diventi il riconoscimento ufficiale del Regno Italico per ufficializzare solo la versione verticale. Il primo stravolgimento della bandiera venne proposto da Melzi, vice presidente della Repubblica Italiana. Correva l’anno 1802 quando egli decise di cercare di cancellare ogni riferimento rivoluzionario dalla bandiera, trasformandola in un quadrato con tre quadrati dagli stessi colori rinchiusi uno dentro l’altro.

Per un breve periodo storico che coincide con la caduta del Regno Italico la nostra bandiera venne abolita, si dovrà attendere i moti degli anni 1821/1831 perché essa venga ripresa dai patrioti come simbolo distintivo del movimento rivoluzionario. 

Durante il periodo garibaldino il tricolore venne scelto da Giuseppe Mazzini per identificare il movimento della Giovine Italia, sarà a partire da questo momento in poi inizierà una vera e propria escalation che portò la bandiera a diventare il riconoscimento di alcuni governi costituzionali come il Regno di Napoli, Sicilia, lo Stato Pontificio, il Granducato di Toscana, il Ducato di Parma, il Ducato di Modena, di Milano, di Venezia e del Piemonte. Nella variante piemontese la famiglia Savoia decise di aggiungere il proprio stemma araldico, uno scudo con al centro una croce bianca su sfondo completamente rosso, bordato d’azzurro. Una volta instaurato il Regno d’Italia lo stendardo sabaudo divenne bandiera ufficiale dello Stato e rimase tale fino al 2 Giugno 1946 quando il referendum costituzionale fece diventare l’Italia una repubblica fondata sul lavoro.

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