Quando la casa può essere pignorata?

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Opinione scritta da: Redazione 15:08:46 07-03-2011

Il pignoramento di una casa o di un altro immobile è sostanzialmente un atto di espropriazione forzata dell’immobile stesso, in seguito ad un atto dell’ufficiale giudiziario, il quale invita il debitore “ad astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito i beni che sono oggetto dell’espropriazione e i frutti di esso”, ex art. 491 del Codice Civile. Il bene rimane di proprietà e spesso anche in possesso del debitore, ma non ne può usufruire dal momento che l’immobile viene destinato al soddisfacimento delle pretese del creditore.
Il pignoramento avviene quando il debitore non è in grado di versare al creditore un importo dovuto e può essere evitato esclusivamente versando nelle mani dell’ufficiale giudiziario tale importo, maggiorato delle spese necessarie perchè esso sia reso disponibile al creditore. In alternativa il debitore può evitare il pignoramento di oggetti versando all’ufficiale giudiziario una somma pari al valore dei beni da pignorare: tale somma rimane depositata in vece dei beni da pignorare. Bisogna comunque sottolineare che in questo caso l’importo da versare risulta comunque maggiorato di due decimi rispetto al valore dei corrispondenti beni. Il pignoramento può prendere avvio solo dopo l’atto di precetto; deve inoltre essere decorso il termine (di almeno dieci giorni) per l’adempimento spontaneo. Qualora i beni pignorati risultino insufficienti a saldare il debito, l’ufficiale giudiziario può interpellare il debitore in merito ad eventuali altri possedimenti pignorabili oppure accedere direttamente all’anagrafe tributaria per valutare i beni del debitore. Qualora il debitore non collabori o dichiari il falso, è perseguibile penalmente.
L’ufficiale giudiziario deve inviare al debitore un’ingiunzione in cui si richiede di specificare la residenza e si sottolinea la possibilità di sostituire ai beni pignorati una somma pari a quanto dovuto al creditore, maggiorata di interessi e spese. Tale ingiunzione viene messa a verbale, assieme ad un elenco dei beni pignorati, ad una descrizione del loro stato e ad una stima indicativa del loro valore monetario.
L’atto di pignoramento perde efficacia quando siano trascorsi 90 giorni e non si abbia ricevuto richiesta di assegnazione o di vendita dei beni. Può inoltre essere annullato tramite specifica ordinanza del giudice, qualora il debitore abbia fatto richiesta di sostituire i beni pignorati con una corrispondente somma di denaro.
In taluni casi un bene è considerato non pignorabile: deve in questo caso avere un valore morale (oggetti di culto, fede nuziale) oppure essere indispensabile per la vita domestica (ad esempio, gli elettrodomestici). Sono inoltre impignorabili i crediti alimentari e i sussidi di grazia, di maternità, di invalidità e di allattamento.

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Giudizio positivo Vantaggi: l'atto di pignoramento può essere annullato tramite specifica ordinanza del giudice , l'atto di pignoramento perde efficacia trascorsi 90 giorni

Giudizio negativo Svantaggi: atto di espropriazione forzata

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Tag: fideiussione prestito cambializzato protestato recupero credito

Categoria: Casa e giardino

 

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