Quando fu scritto l’inno di mameli?

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Opinione scritta da: Redazione 19:08:47 21-03-2011

Non potevo scegliere tema più adatto visto che siamo in pieno festeggiamento dei 150 anni dell’Unità d’Italia.

E’ stata sicuramente una grande occasione, ancora più speciale per me che vivo in Piemonte e che ho assistito indirettamente a tutte le celebrazioni.

Infatti Torino fu la prima Capitale d’Italia, e tutto a Torino, ricorda quel periodo. Gli schermi hanno mostrato una Torino mai vista prima, con la gente festante ed in giro per le strade con le bandiere tricolore, e con un entusiasmo ed una unità che prima, visto tutte le vicende politiche e di attualità, era rimasta un pò assopita.

Il 17 marzo scorso invece si è preso coscienza di un nuovo spirito patriottico che spero ci abbia unito almeno un pò più di prima.

Ed in queste occasioni ovviamente, l’esecuzione dell’Inno di Mameli, eseguita in ogni occasione ed in ogni luogo, e non solo in occasione di partite ufficiali della nostra Nazionale l’ha fatta da padrone.

Ma quali sono le origini dell’Inno di Mameli?

Dobbiamo quest’inno all’inventiva del giovane Goffredo Mameli dei Mannelli, uno studente e poeta genovese, che è molto attivo politicamente e partecipa ai moti Mazziniani e a tutte le iniziative politiche e risorgimentali della sua città.

Fu proprio grazie a quel fermento che si respirava che nell’autunno del 1847 Mameli scrisse quello che venne poi sempre ricordato e riconosciuto come il “Canto degli Italiani”, lui scrisse le parole, ispirate dallo spirito patriottico che aveva spinto lui e tanti giovani come lui ad armarsi e combattere in prima persona, e infatti di lì a poco ci fu la guerra contro l’Austria.

Ma Mameli non fu il solo artefice dell’Inno di Mameli.

Lui scrisse il testo, poi si recò a Torino dove l’atmosfera ovviamente era più viva e dove incontrò un suo corregionale, Michele Novaro, un musicista che in quel periodo era a Torino come secondo tenore e per svolgere la sua mansione di maestro dei Cori del Teatro Regio e del Teatro Carignano, ancora adesso testimonianza storica risorgimentale.

Anche Novaro compie la scelta di prestare il proprio talento di compositore alla causa patriottica e risorgimentale, essendo lui un convinto liberista. Lui musicò parecchi inni patriottici ed organizzò spettacoli e manifestazioni di raccolte fondi a sostegno delle imprese di Garibaldi.

La storia narra che durante uno dei frequenti incontri a casa dello scrittore Lorenzo Valerio, dove era presente Novaro e altri giovani patrioti, arrivò Ulisse Burzino, un pittore genovese che porse al maestro Novaro le parole scritte da Mameli,
Novaro le trovò bellissime e si commosse, ed iniziò subito a tradurre in suono con il suo cembalo quei bellissimi versi, ma il risultato non era per lui soddisfacente, si recò a casa e provò con il più congeniale pianoforte cercò di riprodurre le note e la melodia eseguite prima con il cembalo, e così nacque l’inno di Mameli originale.
Questa storia la rese nota anni dopo Carlo Alberto Barrili, patriota, amico e biografo ufficiale di Goffredo Mameli.

E questo inno è la storia di quei giovani che con il loro sacrificio hanno fatto grande l’Italia.

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Giudizio positivo Vantaggi: Fa parte dei materiali didattici per l'insegnamento dell'italiano , 12 ottobre 1946 l'Inno di Mameli diventò l'inno nazionale della Repubblica Italiana

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Tag: inno italia mameli

Categoria: Arte e cultura

 

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