Quando devo effettuare il pagamento del bollo auto?

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Opinione scritta da: Redazione 16:26:26 01-02-2011

Il bollo auto è il modo familiare con cui noi italiani definiamo la tassa di possesso di un autoveicolo.
Badate bene, ho scritto “di possesso” perchè bisogna pagare questa tassa solo per il fatto di essere proprietari di un’ auto, non importa se l’automezzo non circola e sta da sempre chiuso in garage.
Quindi anche se possedete un catorcio inservibile, ma non avete provveduto alla rottamazione, dovrete pagare questo balzello annuale, il cui introito finisce nelle casse, alquanto vuote, della vostra regione di residenza.

Innanzitutto vediamo quando non bisogna pagare “l’antipatico” bollo: ammettiamolo, è una tassa abbastanza antipatica, perchè chi possiede un automezzo deve già pagare la sempre più salatissima assicurazione, affrontare spese sempre più alte per il carburante, fare il “bollino blu” e, naturalmente, curare la manutenzione del mezzo.

Comunque esistono categorie che non hanno l’obbligo di pagare il bollo.
Si tratta delle autovetture storiche che sono state immatricolate da almeno trent’anni, per loro esenzione totale e, se abitate in Lombardia, è sufficiente che la vostra auto abbia almeno vent’anni per non essere obbligati a pagare.

Sono esenti dalla tassa di possesso anche le auto intestate a disabili (solo l’autovettura principale) purchè non superino 2.000 di cilindrata, se a benzina e i 2.800 se diesel.
Tutti gli altri automobilisti devono pagare questa tassa.

Vediamo quindi quando pagare: la data è molto importante perchè se ritardate il versamento vi è una maggiorazione che va aumentando in base la vostro ritardo e a ciò si devono aggiungere anche gli interessi.
Il pagamento deve essere effettuato entro la fine del mese in cui l’auto è stata immatricolata: ad esempio, se acquistate una vettura in novembre, sappiate che ogni anno, entro il trenta di questo mese, dovrete versare la tassa alla vostra regione di residenza.

Essendo il bollo una tassa regionale, l’importo può variare da una zona all’altra: ogni regione stabilisce proprie tariffe in base alla classe ambientale (euro 0, 1, 2, 3, 4, e 5), una volta individuata la vostra classe, che è scritta sul libretto di circolazione, è sufficiente moltiplicare il numero di kilowatt dell’auto (anche questo dato è contenuto nel libretto di circolazione) per il coefficiente indicato.
Il calcolo è semplicissimo, ma esistono anche siti che faranno il calcolo per voi, se non avete voglia di prendere in mano la calcolatrice.

In Piemonte, dove vivo io, è la regione stessa che ogni anno si incarica di mandare a casa un bollettino già compilato, con l’indicazione dei dati del proprietario, l’importo e la scadenza.
All’automobilista non resta che pagare.

Si può effettuare il pagamento in posta, nelle sedi ACI, tramite Lottomatica o anche online, ma se intendete avvalervi del web, sappiate che non tutte le regioni accettano questo pagamento.

La cosa importantissima è, però, conservare le ricevute; andrebbero conservate almeno per i tre anni successivi, ma lo sappiamo tutti quanto è lenta la Pubblica Amministrazione nelle verifiche, perciò è meglio tenere tutta la documentazione per qualche anno in più.

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