Quali sono stati i più violenti Tsunami?

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Opinione scritta da: Redazione 9:46:23 15-03-2011

Lo tsunami è strettamente legato a bruschi movimenti di acqua a seguito di violenti maremoti. Noti fin dall’antichità questi fenomeni, il cui nome viene dal giapponese e significa “onda contro il porto”, danno origine a violente e distruttive onde, che si abbattono contro le coste di quelle zone più esposte ad eventi sismici. Il fenomeno riguarda maggiormente la parte orientale dell’oceano Pacifico e l’oceano Indiano, mentre è poco diffuso nell’oceano Atlantico e nel Mediterraneo.
Conosciamo tragicamente, per le notizie e le immagini che ci sono giunte dalle zone colpite, degli tsunami avvenuti nel 2004 e quello recente avvenuto in Giappone. Ma documenti storici e tracce del fenomeno sono state tramandate fino a noi dall’antichità. La prima notizia di uno tsunami è rintracciabile nella Bibbia: l’arretramento delle acque, che permise la fuga degli ebrei e poi sommerse i soldati egizi sarebbe facilmente riconoscibile in uno tsunami. Molti storici dell’antica Grecia raccontano nei loro testi di fenomeni, che hanno tutte le caratteristiche di uno tsunami. Il faro di Alessandria, una delle sette meraviglie del mondo antico, sarebbe stato distrutto da gigantesche onde sviluppatesi a seguito di un maremoto avvenuto nei pressi dell’isola di Creta. Secondo alcuni documenti il fenomeno più devastante è quello avvenuto nel maggio del 1202 un maremoto devastò la parte orientale del Mediterraneo, distruggendo le coste della Grecia, Turchia, Israele, Sicilia ed Egitto. Le vittime con ogni probabilità superarono il milione. Non si hanno molte tracce di questi fenomeni in altre parti del mondo antico. Gli tsunami in epoca contemporanea sono stati certamente tragici e funesti, ma non avendo tracce di di altri tsunami antichi, non sapremo mai quanto sia avvenuto in passato e siano stati devastanti. Diverse migliaia di vittime perirono a seguito del terremoto e del conseguente tsunami, che si abbatte sulle coste del Cile e delle isole Hawaii nel maggio del 1960. Grazie ai moderni mezzi di comunicazione abbiamo potuto assistere impotenti quasi in diretta alle devastazioni avvenute nell’oceano Indiano il 26 dicembre del 2004. Tra i più catastrofici dei disastri naturali il maremoto colpì l’oceano al largo di Sumatra, il disastro generò un’onda con una potenza e una velocità tale, che raggiunse anche kle coste dell’India, superandole fino a placare la sua potenza sulle coste orientali dell’Africa. La stima delle vittime non è mai stata accertata ufficialmente, ufficiosamente le vittime sono state circa 250 mila. Diverse centinaia sono state le vittime nel 2006 a Giava, in Indonesia. Altri tsunami sono stati registrati nei pressi delle isole Samoa e in alcune isole indonesiane, rispettivamente nel 2009 e nel 2010. L’ultimo tragico evento ha devastato le coste del Giappone l’11 marzo 2011. La scossa più potente e devastante registrata dagli strumenti elettronici nella storia di un paese, che vive da sempre in una zona altamente sismica. E’ ancora presto per parlare di dati ufficiali, tra le inondazioni e il possibile rischio nucleare, al momento le vittime sono migliaia.

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Giudizio positivo Vantaggi: L'ultimo tragico evento ha devastato le coste del Giappone l'11 marzo 2011 , non si hanno tracce di altri tsunami antichi

Giudizio negativo Svantaggi: Diverse centinaia sono state le vittime nel 2006 a Giava

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Tag: catastrofi disastri ambientali tsunami

Categoria: Ambiente

 

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