Quali sono i punti principali del federalismo?

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Opinione scritta da: Redazione 16:18:07 10-02-2011

Il federalismo è una riforma molto cara alla Lega Nord che, dall’ ingresso nella sfera dei partiti italiani, ha sempre dichiarato l’ intento di proteggere le ricchezze del Nord evitando i trasferimenti di ricchezza al Sud. Ha lo scopo di rendere autonome le varie Regioni ed enti locali dal punto di vista economico riducendo in modo elevato i trasferimenti dallo Stato agli enti locali, in questo modo le risorse restano per lo più allocate nel luogo in cui sono state prodotte.
In Italia è stato avviato con la legge del 5 maggio 2009, una legge delega che affida al governo l’ attuazione dell’articolo 119 della Costituzione e prevede autonomia di entrata e di spesa, maggiore responsabilizzazione amministrativa degli enti locali e razionalizzazione del sistema nel suo complesso.
La delega era della durata di due anni e quindi prossima alla scadenza, ma i decreti attuativi ancora non decollano, in particolare il Presidente della Repubblica Napolitano ha respinto un decreto attuativo nei giorni passati a causa di un errore di procedura. Il decreto deve ora tornare ai due rami del Parlamento. Esso prevedeva una graduale applicazione di norme che rendono le entrate dei comuni autonome rispetto a quelle statuali. In particolare è prevista la possibilità per le province di applicare la tassa di soggiorno ai turisti, fino ad un massimo di cinque euro per notte, le somme saranno destinate comunque a migliorare i servizi legati al turismo. Resta il dubbio che tali somme possano scoraggiare il turismo in Italia. E’ Prevista poi la tassa di scopo ovvero, una tassa per finanziare le opere pubbliche. Cambia il sistema di tassazione degli affitti attraverso l’ applicazione di una cedolare secca al 21% per i canoni liberi e al 19% per i canoni agevolati. Fino ad oggi tali redditi, prodotti dagli affitti, erano calcolati sull’ IRPEF, imposta sul reddito delle persone fisiche,
Dal 2014 è, invece, prevista l’ applicazione dell’IMU, imposta municipale, prevista su immobili, terreni ed aree edificabili a qualsiasi uso destinati.
Sempre tale decreto prevede una maggiore partecipazione dei Comuni nell’ accertamento delle evasioni fiscali, è previsto, infatti, che possano accedere all’ anagrafe tributaria, ma solo per controlli su locazioni, somministrazione di energia, servizi idrici e gas in collegamento con il loro territorio, oppure su soggetti che hanno il domicilio fiscale sul territorio o che su questo esercitino attività imprenditoriali. Per avere però l’accesso all’ anagrafe tributaria occorre un via libera del Tesoro d’intesa con le Regioni. Tale riforma parte dal presupposto che gli enti locali, essendo più vicini alla comunità, riescano meglio a percepire quelle “stranezze” che possono nascondere evasione fiscale.
Aumentano per i comuni anche le compartecipazioni all’IRPEF e sui trasferimenti di immobili siti sul comune.
Questo crea una finanza propria degli enti locali, ma creerà anche divario tra le regioni maggiormente ricche di attività e redditi e regioni invece depresse che si troveranno ad avere fondi insufficienti per fornire servizi. Per evitare ciò è comunque previsto un fondo perequativo.

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