Quali sono i primi sintomi dell autismo?

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Opinione scritta da: Redazione 16:11:05 04-02-2011

L’Autismo è una sindrome che rientra in quelle che vengono definite Psicosi Infantili, caratterizzate dalla compromissione grave e generalizzata in diverse aree dello sviluppo.
Questo disturbo ha un esordio precoce, con una manifestazione di solito entro i primi tre anni di vita.
Il termine Autismo Infantile venne utilizzato per la prima volta da Kanner nel 1943 per designare una sindrome specifica nei suoi piccoli pazienti, descritti come tendente all’isolamento, poco reattivi all’ambiente esterno.

Nonostante questa sindrome sia stata da sempre presentata come relativamente omogenea, la realtà clinica ne rileva comunque la relativa diversità e variabilità.
E’ tuttavia costante la caratteristica triade di categorie di sintomi, di cui devono maniferstarsene almeno sei :
-alterazione della capacità di comunicazione
-alterazione della interazioni sociali
-repertorio ristretto, ripetitivo e stereotipato dei comportamenti, degli interessi e delle attività.

La sintomatologia è evidente a partire dai 30 o 36 mesi, anche se i primi sintomi appaiono talvolta dopo un intervallo libero di 12 o 18 mesi e spesso i segni premonitori possono attirare l’attenzione gia dai 12 mesi.

I bambini autistici appaiono come chiusi in un guscio, solo apparentemente autosufficienti e felici di essere lasciati da soli.
La caratteristica fondamentale di questo disturbo è la compromissione dell’interazione sociale, che si manifesta gia dai primi mesi di vita ed è macroscopica e perdurante.
E’ assente in questi bambini la comparsa di caratteristici comportamenti sociali quali il sorriso sociale, la lallazione e la comunicazione non verbale, anche con la madre.

Oltre questi sintomi molto caratteristici, che devono comunque essere presenti per poter diagnosticare il disturbo autistico nel bambino, sono presenti anche altre caratteristiche.
Vi è ad esempio una alterata risposta agli stimoli sensoriali, una ridotta sensibilità al dolore e agli stimoli termici, vi sono anomalie nell’alimentazione, nel sonno, nell’umore e nell’affettività, presenza di ansia e di tensione generalizzate.

Quando però si ha il dubbio su tali comportamenti da parte del bambino, bisogna essere attenti che non si tratti di un’altra patologia che facilmente può essere fonte di confusione: per questo è bene avere una diagnosi specialistica ed affrontare il disturbo in modo competente grazie all’ausilio di personale medico, psichiatrico e psicologico competente.

Ovviamente la patologia va affrontata in un’ottica più ampia, che è quella familiare, ed in particolare all’interno della coppia bambino- madre, poiché è questo l’ambito in cui i primi confronti relazionali si sviluppano e si manifestano.

Non esiste un trattamento che possa abolire i sintomi e arretrare la malattia, ma sono numerosi gli approcci che mirano a sviluppare il potenziale dei bambini, in modo da renderli maggiormente autonomi.
In special modo viene attuato un approccio di terapia di tipo comportamentale, da iniziare in fasi molto precoci in modo da poter in qualche modo educare il bambino ad un comportamento relazionale e cognitivo normale.

Le esperienze con i bambini autistici possono essere traumatizzanti e molto tristi, ma è bene ampliare la propria conoscenza circa la patologia per potere supportare psicologicamente il carico emotivo che va a pressare anche a livello familiare.

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