Quali sono le zone sismiche in italia?

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Opinione scritta da: Redazione 14:42:23 23-02-2011

Le zone sismiche in Italia sono numerose: in effetti, addirittura oltre un terzo del territorio italiano si contraddistingue per una attività sismica che può essere definita come medio alta. A stilare i dati precisi è l’Annuario statistico italiano, che si basa, tra l’altro, sul numero di terremoti che si verificano e sull’intensità raggiunta nelle diverse zone. La classificazione su base scientifica viene definita in maniera complessa in seguito al terremoto che colpì l’Irpinia nel 1980. Stando alle ultime informazioni, in Italia quasi il 9 per cento dei Comuni presenta un livello alto di sismicità, mentre più del 43 per cento è caratterizzato da un livello di sismicità minima. La classificazione presuppone l’esistenza di quattro zone diverse: sismicità minima, bassa, media e alta. Sono le singole regioni a effettuare la suddivisione in zone secondo i parametri definiti dallo Stato. Ma entriamo nel dettaglio, e andiamo a scoprire quali sono le zone a maggior rischio sismico. Iniziamo dalla Calabria, dove più del 63 % dei Comuni fa parte del livello di sismicità alto. A seguire troviamo la Basilicata, con il 34 %, e il Molise, con quasi il 32 %. Bisogna aggiungere, per altro, che a questi dati corrispondono rispettivamente il 38 e il 24 % della popolazione che risiede. Se passiamo a prendere in considerazione, invece, il numero di cittadini sottoposti a rischio, i valori più alti si riscontrano in Calabria, dove più di un milione di persone è in pericolo. Elevati i valori anche in Campania, con più di 400mila abitanti a rischio. In Sardegna, invece, tutti i Comuni sono individuati con sismicità molto bassa. Se pensiamo all’Italia nel suo complesso, gli abitanti di zone ad alta sismicità sono più di tre milioni, per un totale di oltre settecento comuni: i cittadini di zone con media sismicità sono più di venti milioni, in più di duemila comuni: quindici milioni per le zone a sismicità bassa e venti milioni per le zone a sismicità minima. In generale, dunque, le zone più pericolose sono quelle del Centro e del Mezzogiorno, mentre al Nord i cittadini possono dormire sonni più tranquilli. In tutto gli edifici pubblici ritenuti vulnerabili sono circa 80mila, tra uffici, ospedali e scuole. Si tratta di costruzioni che dovrebbero essere adeguati, perché in molti casi non sono stati progettati e costruiti sulla base di parametri antisismici. È opportuno sottolineare, però, che la stima di questi edifici pericolosi deve essere allargata, visto che sarebbe opportuno prendere in considerazione anche le abitazioni civili, per le quali al momento è stato effettuato un monitoraggio solo parziale. Il problema è che molti degli edifici pubblici che dovrebbero essere consolidati svolgono un compito fondamentale, essendo scuole, ospedali, prefetture, municipi e caserme. In particolare, sono proprio gli edifici scolastici a costituire una emergenza vera e propria. Sono più di ventimila gli istituti a rischio, sedicimila dei quali posizionati in aree ad alto rischio. Di questi, novemila potrebbero subire danni ingenti in caso di scosse, in quanto non sono stati costruiti sulla base degli standard antisismici.

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Giudizio positivo Vantaggi: La zona più a rischio è l'Abbruzzo , la zona meno a rischio è la Sardegna

Giudizio negativo Svantaggi: L'Italia è uno dei paese più a rischio terremoti

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Tag: italia terremoti zone sismiche

Categoria: Ambiente

 

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