Quali sono le malattie legate a carenza di vitamina D ?

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Opinione scritta da: Redazione 9:25:22 04-02-2011

Presente già naturalmente all’interno del corpo umano, la vitamina D, è liposolubile (tende a sciogliersi nei grassi) e necessita di essere reintrodotta di continuo nell’organismo attraverso l’ingestione di alcuni alimenti ma soprattutto grazie all’esposizione alla luce del sole.
Questo attiva infatti una sorta di colesterolo della pelle che viene poi trasformato in vitamina D e raccolto all’interno di reni, intestino, del cervello, del pancreas, dei denti e delle ossa e di tutto l’apparato riproduttivo. La vitamina D regola così anche l’andamento del battito cardiaco e l’intero sistema immunitario.
Ecco perché è così importante l’esposizione al sole fin da bambini; ma l’assunzione di vitamina D è fondamentale anche nella vita dell’anziano.
Una carenza della stessa può portare a patologie di diversa entità che culminano nell’osteoporosi anche in età molto giovane. Tra le patologie sistemiche derivanti dalla carenza di vitamina D ci sono l’insufficienza epatica e quella renale, la fibrosi cistica, la cirrosi biliare primitiva.
La carenza di vitamina D può dipendere da vari fattori, ma in ogni caso questa va reintrodotta attraverso la frequente esposizione ai raggi UVA nei momenti di minor calore e per almeno venti minuti al giorno in tutte le stagioni, e con una dieta alimentare bilanciata, che includa gli alimenti che ne contengono grandi quantità, come olio di fegato di merluzzo, tuorlo d’uovo, germe di grano, salmone e tonno, aringhe, sardine, frattaglie varie, latte e tutti i suoi derivati.
La funzione principale della vitamina D è quella di garantire la mineralizzazione delle ossa, aiutando la fissazione del calcio. Se la vitamina D è scarsa nella fase di crescita, il bambino corre il rischio di sviluppare rachitismo o la deformazione delle ossa. Nell’adulto si ha una forma particolare di rachitismo chiamata osteomalacia, che compromette tutto il carico osseo.
L’adulto potrà sviluppare l’ingrossamento della articolazione di ginocchio, polso ed anca ed l’inarcamento della colonna vertebrale. Particolari categorie sono a rischio carenza di vitamina d, come gli alcolisti, o tutti quei pazienti che abbiano subìto operazioni all’intestino tenue, ma anche chi è colpito da insufficienza renale, fibrosi cistica e pancreatite cronica.
Ovviamente il quantitativo di vitamina D presente nel corpo umano non è sempre lo stesso, e vi sono fasi della vita in cui ne è suggerito l’aumento, specie per le donne, come la menopausa, momento in cui il calcio viene a mancare e si rischia di essere soggette alla frattura delle ossa.
Sembra inoltre che esista una correlazione tra la celiachia e la carenza di vitamina D nell’organismo dei soggetti che sviluppano tale malattia. Resta inoltre confermato un ulteriore collegamento tra carenza di vitamina D e miopia, presbiopia e sordità.
È importante tuttavia porre attenzione all’effetto contrario, cioè all’avitaminosi, che consiste in un eccesso di vitamina D nell’organismo. Un accumulo anonimo della stessa, può portare infatti ad insufficienza renale, stitichezza o diarrea, calcificazione di tessuti soffici del cuore e iperattività nei bambini.

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