Quali sono le cause di eventuale secrezione dal capezzolo?

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Opinione scritta da: Redazione 21:03:26 12-12-2010

Uno dei disturbi più comuni lamentati dalle donne, che si manifesta solitamente intorno ai trent’anni (ma a volte anche prima) è la secrezione del capezzolo. Tale manifestazione termina di solito in coincidenza con l’insorgere della menopausa, intorno ai cinquant’anni.
Una donna che non abbia ancora partorito e non sia ancora nel periodo della lattazione, può trovarsi a secernere dal capezzolo un liquido di colore bianco-giallastro e lattiginoso. La secrezione di questo liquido è di solito legata alla produzione di prolattina, un ormone femminile coinvolto nel processo di maturazione dell’organismo femminile nel pieno dell’età fertile.
In alcune di queste situazioni il fenomeno può risultare fastidioso, ma non eccessivamente doloroso, né dannoso all’organismo. In ogni caso, non è cancerogeno.
Questo perché si tratta quasi sempre di secrezioni del tutto prive di sangue raggrumato presente nel siero espulso, e che si avvicinano invece – per colore e consistenza – al latte tipico delle partorienti.
La fuoriuscita di siero lattiginoso o contenente piccole tracce di sangue rosso vivo non deve destare dunque preoccupazione, in quanto si tratta in genere di uno sfogo legato ad un piccolo papilloma, che coinvolge i dotti del latte in corrispondenza del capezzolo. L’infiammazione degli stessi, provoca l’espulsione delle tracce di sangue attraverso i condotti. Affinché possa essere considerata benigna, è necessario che tale secrezione avvenga in maniera del tutto naturale (cioè non indotta), oltre al non essere legata all’allattamento.
Le secrezioni sono ascrivibili a diverse tipologie e sono classificate in base al colore e alla consistenza del siero, ma sono generalmente sintomi di un’espressione benigna del corpo; condizione che si verifica in presenza di una piccola cisti molto vicina al capezzolo, oppure dopo il parto, oppure in situazioni infiammatorie di vario tipo. In questi casi il siero è molto chiaro, biancastro e quasi opalescente e riguarda una o entrambe le mammelle.
Il seno fibrocistico (formato da un tessuto molto fibroso) comporta invece una fuoriuscita di siero dal colore giallino opaco o tendente al verde.
Tutte le situazioni precedenti non dovrebbero indurre timore né a pensare alla presenza di neoplasie perché riguardano solo casi di flogosi mammarie legate a manifestazioni temporanee.
I casi in cui sia necessario fare ricerche approfondite sono invece quelli in cui il siero che fuoriesce dal capezzolo presenti delle piccole macchie di colore marrone scuro, indicative anche di una rara forma di tumore del capezzolo.
Tuttavia, anche i casi in cui il fenomeno si protraesse molto tempo dopo l’allattamento, dovrebbero indurre a contattare un medico. L’origine dei disturbi sarebbe qui da ricondurre di solito a fenomeni ormonali in cui è coinvolta ancora la prolattina, che non ha ritrovato il suo equilibrio.
Indagini approfondite per studiare l’andamento dell’ormone sono il test della prolattina, la mammografia e una eventuale biopsia attraverso il prelievo di una parte del tessuto interessato.
Alcune forme di secrezione riguardano anche la mammella dell’uomo ma sono più rare. In questi casi è necessario sottoporsi a esami diagnostici. Uno dei fenomeni più comuni è la ginecomastia iatrogena, uno squilibrio ormonale che comporta un aumento di sensibilità al seno con la formazione di protuberanze vicino al capezzolo.

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