Quali sono le buone ragioni per licenziare un impiegato?

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Opinione scritta da: Redazione 16:59:24 05-08-2011

La legge italiana disciplina i motivi che possono portare al licenziamento di un impiegato, sostenendo che per poter licenziare ci devono essere dei motivi fondati e soprattutto dimostrabili.
Il licenziamento, secondo la legge, deve avvenire per giusta causa, per motivo giustificato oggettivo o soggettivo. Le valide motivazioni di un licenziamento possono quindi essere dovute a:
1) licenziamento per giusta causa, in questo caso il motivo riguarda una inadempienza o una grave trasgressione commessa dal lavoratore. In questo caso il lavoratore ha avuto comportamenti tali da aver compromesso in modo inequivocabile la fiducia che dovrebbe stare alla base di ogni rapporto lavorativo. Il datore di lavoro effettua in tronco il licenziamento senza concedere preavviso.
2) il licenziamento per giustificato motivo soggettivo, rappresenta un licenziamento causato da un inadempimento da parte dell’impiegato. In questo caso il datore di lavoro deve dare un termine di preavviso, prima di interrompere il rapporto di lavoro
3) il licenziamento per giustificato motivo oggettivo, indica invece un licenziamento causato da una cattiva organizzazione del lavoro, da una azione da parte del lavoratore che ha portato ad un danno all’attività produttiva del datore di lavoro. Anche in questo caso il datore di lavoro deve riconoscere un periodo di preavviso prima di interrompere il rapporto di lavoro. Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo, prevede che sia il datore di lavoro a dimostrare le ragioni che lo hanno condotto a licenziare l’impiegato. Deve inoltre dimostra anche l’impossibilità di impiegare il lavoratore in altre mansioni., pena la decadenza del provvedimento di licenziamento.
Ogni licenziamento deve avvenire per iscritto, altrimenti il licenziamento diventa inefficace. Il lavoratore entro quindici giorni dal ricevimento delle lettera di licenziamento, deve chiedere al datore di lavoro il motivo o i motivi che hanno dato origine alla fine del rapporto di lavoro. Il datore di lavoro entro sette giorni dal ricevimento della richiesta, che deve anche in questo caso essere fatta per iscritto, indicando sempre per iscritto le motivazioni del licenziamento. Se queste procedure non vengono rispettare, il licenziamento diventa inefficace e pertanto decade.
Se il lavoratore ritiene le spiegazioni e le cause di licenziamento immotivate, illegittime e scorrette, dovrà presentare ricorso, entro sessanta giorni, al giudice. Questi , dopo aver fatto le dovute ricerche, se non considera valida la causa o il giustificato motivo che hanno dato origine al licenziamento, può stabilire di reintegrare il lavoratore al suo posto di lavoro oppure può decidere un risarcimento economico a favore del lavoratore per i danni eventualmente subiti, compresi anche quelli psicologici che possono causare all’impiegato grosse difficoltà nei rapporti interpersonali con i colleghi sia passati che futuri.

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Giudizio positivo Vantaggi: il licenziamento per giustificato motivo oggettivo, prevede che sia il datore di lavoro a dimostrare le ragioni , il lavoratore entro quindici giorni dal ricevimento delle lettera di licenziamento, deve chiedere al datore di lavoro il motivo

Giudizio negativo Svantaggi: nessun svantaggio

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Tag: carriera lavorativa Lavoro licenziare

Categoria: Lavoro

 

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