Quali sono i cibi italiani più contraffatti?

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Opinione scritta da: Redazione 12:22:21 13-12-2017

I cibi contraffatti italiani sono oggetto di una nuova denuncia da parte di Coldiretti a causa dei danni provocati all’economia del Paese.
Ci sono due diversi tipi di ‘attacchi’: da una parte vi è l’agropirateria, ovvero la contraffazione vera e propria, dall’altra litalian sounding. In quest’ultimo caso, tramite l’uso di nomi, colori, immagini e riferimenti geografici dal ‘sapore’ italiano, sfruttando la reputazione del made in Italy, vengono spacciati per nostrani cibi e alimenti prodotti all’estero che di italiano hanno ben poco. Si punta a ingannare il consumatore facendogli credere di acquistare un prodotto che potrebbe conoscere ed amare.

In entrambi i casi il danno che ne consegue non è però solo di immagine. Secondo Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti, i cibi contraffatti italiani ci hanno fatto perdere trecentomila posti di lavoro e hanno limitato notevolmente la crescita del commercio estero:

Sei prodotti alimentari di tipo italiano su dieci in vendita sul mercato internazionale sono il risultato dell’agropirateria internazionale, che nel mondo fattura 60 miliardi l’anno“.

Nelle classifiche l’Italia continua ad essere al primo posto per quanto riguarda le segnalazioni di contraffazione e alterazioni alla Commissione Europea. Al secondo posto c’è il Regno Unito e poi la Germania.

Fra i prodotti più imitati o addirittura contraffatti vi sono: latticini, salumi, pomodori, pasta, salse varie, ma anche olio e vino.

Chiunque si rechi negli Stati Uniti, in Australia e in Sud America deve prestare attenzione, secondo i dati emersi, alle etichette dei prodotti. In questi Paesi, infatti, pare essere di moda utilizzare nomi italianeggianti e allusivi. Un italiano doc si rende subito conto che gli ‘spageti‘ della Slovenia, gli ‘spaghete’ della Romania e gli ‘Spagheroni’ dell’Olanda non hanno nulla a che fare con gli spaghetti italiani così come i vari: macaroni, makkaroni o makaroni. La mozzarella di Murrah bufala trovata in Thailandia o in Asia pare non essere imparentata con la tradizionale mozzarella di bufala. La Mortadela siciliana insaccata in Spagna, infine, non è la stessa mortadella che si trova a Bologna.

Fuori dall’Italia è bene fare attenzione a cosa si acquista anche in grosse catene della distribuzione mentre, nel nostro stesso Paese, vanno controllati i negozi etnici. E’ qui che finiscono la maggior parte dei prodotti con etichette storpiate provenienti dall’estero.

Coldiretti ha più volte evidenziato come si debba leggere ogni etichetta controllando la provenienza dei prodotti, ma anche possibili errori di denominazione. Il prezzo, infine, è un indicatore valido. Alimenti che costano troppo poco rispetto al normale dovrebbero far subito suonare qualche campanello d’allarme. L’olio extravergine di oliva di origine italiana, ad esempio: “Non può essere messo in vendita a meno di 7 euro“.

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Giudizio positivo Vantaggi: E' giusto informare i consumatori sui prodotti contraffatti. , E' giusto che vi sia maggiore attenzione al Made in Italy

Giudizio negativo Svantaggi: I cibi contraffatti sono un danno all'economia italiana

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Tag: cibi contraffatti Coldiretti

Categoria: Mangiare e bere

 

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