Quali effetti avrebbe uno Tsunami nel Mediterraneo?

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Opinione scritta da: Redazione 14:07:24 02-09-2015

Quando si parla di Tsunami è facile che l’immaginario collettivo si focalizzi su spiagge lontane dalle nostre, tipo quelle che si affacciano sull’oceano pacifico, che stando alle statistiche in effetti di pacifico avrebbero solo il nome. Le coste del Cile e del Perù risultano infatti tra le più bersagliate da questo tipo di fenomeni. Parlando di statistiche però, sui lunghi periodi si può notare che poche coste al mondo sono al sicuro da questi eventi.

Lo studio del ricercatore greco Achilleas Samaras, del Centro Interdipartimentale di Ricerca Industriale dell’Università di Bologna, si concentra sulle possibilità e gli effetti di uno Tsunami nel Mediterraneo, riportando l’attenzione sulle porte di casa nostra.
Sembra infatti che la possibilità di un evento distruttivo di questo genere sulle nostre coste sia stimata in una ogni cento anni e che il 10% del totale dei maremoti nel mondo ci interessi direttamente.
Su Ocean Science è possibile consultare lo studio effettuato da Samaras riguardo all’impatto che avrebbe uno Tsunami che si generasse nel Mediterraneo, per esaurire la sua forza distruttiva sulle coste siciliane o greche.

Nella ricerca sono state fatte simulazioni al computer, inserendo tanto la topografia dell’area e del tipo di spiagge presenti, quanto la conformazione dei fondali del Mediterraneo orientale.
Leggendo scopriamo che una delle maggiori difficoltà, nel prevedere gli effetti di questo tipo di eventi, consiste nell’ipotizzare il cambio di direzione e ripidità delle onde, prima che queste arrivino ai punti più bassi della costa, in caso di Tsunami nella zona chiamata nearshore.
Le conseguenze letali di uno Tsunami provocato dallo scorrimento della placca africana sotto a quella euroasiatica dipendono non tanto dalla violenza del fenomeno, quanto dal fatto che l’onda anomala che si genererebbe dovrebbe viaggiare per brevi distanze prima di colpire zone ad alta urbanizzazione, presenti a pochi chilometri dalla costa.
In entrambe le simulazioni, con terremoti di magnitudo 7 sia sottomarini che superficiali, le due località oggetto dell’esperimento, la Sicilia e Creta, riporterebbero gravi danni, ma sarebbe quest’ultima ad avere la peggio, con ben 3,5 km quadrati che verrebbero allagati, rendendo il rischio tsunami estremamente reale.
Il professor Samaras avverte che i risultati sono legati alla conformazione dei luoghi presi in esame, difficilmente applicabili in altre situazioni e che i terremoti, che nel tempo si sono verificati, hanno interessato anche altre zone e con magnitudo maggiori in alcuni casi.
Basta ricordare il maremoto di Messina del 1908 con onde alte 10 metri, responsabile della morte di migliaia di persone, o lo tsunami che nel 365 d.C. distrusse le città costiere dell’Italia, Egitto e Grecia, provocando un numero di vittime ancora più alto in rapporto alla popolazione mondiale del tempo.
Si capisce quindi che studi del genere sono più che necessari per immaginare possibili contromisure e contenere il numero di vittime future.

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Giudizio positivo Vantaggi: Lo studio ci mette in guardia dai rischi potenziali per le nostre città. , Le simulazioni ci permetteranno di potenziare le infrastrutture costiere.

Giudizio negativo Svantaggi: Un'improvviso tsunami sulle nostre coste sarebbe non prevedibile e devastante.

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Tag: mare Mediterraneo tsunami tsunami in italia

Categoria: Ambiente

 

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