A quale ritmo di musica non si può resistere?

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Opinione scritta da: Redazione 12:24:10 22-04-2014

Sarà sicuramente capitato a molte persone di non essere state capaci di trattenersi dall’istinto di accompagnare, anche soltanto con i movimenti dei piedi o del capo, il ritmo di una melodia che ci si è ritrovate ad ascoltare. Dunque, quali sono i meccanismi che scattano negli individui nel momento in cui sembrano non riuscire a resistere al richiamo della musica, o almeno, al ritmo di un certo genere musicale?

Se lo sono chiesti anche i ricercatori dell’Università di Aarhus, in Danimarca, che hanno effettuato uno studio congiunto con gli studiosi della Oxford University, proprio nel tentativo di trovare una risposta a questi interrogativi. I risultati dello studio sono poi stati resi noti attraverso la pubblicazione sulla rivista PLoS ONE.
L’obiettivo della ricerca, coordinata dalla dottoressa Maria Witek, è stato quello di capire perché un certo genere musicale riesce a scatenare nelle persone l’impulso di muoversi, mentre ciò non avviene quando se ne ascoltano altri; gli studiosi, inoltre, hanno cercato di chiarire il modo in cui il ritmo riesca a far nascere la voglia di muoversi, e il piacere che ne scaturisce.

Lo studio ha coinvolto sessanta volontari di diversa nazionalità che, prima di tutto, hanno dovuto sottoporsi ad un’indagine preliminare, attraverso la compilazione di un questionario web-based, che ha avuto lo scopo di stabilire l’esistenza di una correlazione tra la facilità con cui i soggetti si lasciano coinvolgere dal ritmo e la complessità dello stesso. In una seconda fase, invece, sono state fatte ascoltare ai volontari percussioni funk caratterizzate da differenti gradi di sincope. In seguito, sono stati gli stessi partecipanti ad esprimere un giudizio circa la facilità con cui il corpo ha risposto con i movimenti in base alle variazioni di ritmo, e circa il diverso grado di piacere ad esse associato.

Le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori lasciano supporre che vi sia una maggiore predisposizione del corpo al movimento, e dunque un piacere più intenso, quando gli individui si trovano a udire dei ritmi prodotti da batteria e caratterizzati da un medio grado di sincope. Inoltre, stando agli esiti dello studio, il piacere del movimento scaturirebbe dall’esistenza di un equilibrio tra la complessità del ritmo e la possibilità di prevedere il suo andamento: in sostanza, più un ritmo è regolare e caratterizzato da una certa costanza, maggiore sarebbe il desiderio di accompagnare tale ritmo con i movimenti del corpo.

“In questo relativamente piccolo gruppo di persone, abbiamo scoperto che la sincope groove media stimola il massimo piacere e la voglia di muoversi. Le nostre scoperte ci aiutano a capire come certi ritmi musicali possono stimolare il desiderio spontaneo del movimento corporeo”, ha spiegato la dottoressa Witek.

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