Quale fu la prima centrale nucleare?

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Opinione scritta da: Redazione 16:13:57 18-03-2011

Una colonna di fumo si alza, lenta e inesorabile, nel cielo sopra la centrale nucleare di Fukushima. L’imminente disastro giapponese, riporta all’attualità il tanto contrastato tema dell’uso di energia atomica. Tanto discussa, ma a quanto pare, almeno per il momento insostituibile: nell’intero pianeta vi sono 312 reattori nucleari che forniscono circa 1/5 del fabbisogno mondiale di energia. Ma è andando indietro nel tempo, per fermarsi agli ultimi mesi del 1942, che è possibile assistere alla nascita del primo reattore nucleare. Il 2 dicembre infatti, in piena guerra mondiale, il fisico italiano Enrico Fermi, emigrato negli USA a causa delle discriminazioni razziali, diede il via all’ “era atomica” partecipando al “progetto Manhattan” (per intenderci quello che terminò con la distruzione delle città giapponesi Hiroshima e Nagasaki). Fu proprio lui a innescare la prima reazione nucleare a catena controllata della storia. E fu partendo dal modello tutto italiano della “pila atomica” o “pila di Fermi” che divenne possibile sviluppare impianti sempre più grandi e potenti. Negli anni ’50 ci fu la prima svolta dal lancio delle 2 bombe: l’intero decennio si caratterizzò per la grande collaborazione internazionale sul piano dell’energia nucleare, con la costituzione del CERN (Centro Europeo per la Ricerca Nucleare), l’Euratom ovvero il primo organismo atomico unitario a livello europeo, l’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica)fondata nel 1957 e tutt’ora esistente. Quest’ultima organizzazione, fu costituita per controllare che gli impianti nucleari fossero utilizzati solo a fini pacifici e di produzione energetica. Nel 1954, 8 anni dopo gli incredibili disastri causati dalle bombe lanciate sul Giappone, il presidente statunitense Eisenhower inaugurò il progetto “Atom for Peace”, per trasformare agli occhi dei cittadini americani, l’oscura immagine distruttiva dell’atomo, in una più sorridente, che favorisse l’uso civile dell’immensa energia a basso costo scatenata nel processo di fissione. I risultati del progetto energetico americano non si fecero attendere: dopo solo 1 anno, esattamente nel 1956 venne aperta la prima centrale atomica americana a scopi civili con il nome “Borax III”, che fu in grado da sola, di soddisfare l’intero fabbisogno energetico di una piccola cittadina dell’Idaho. L’anno precendente, nel 1954 l’URSS aveva inaugurato il primo reattore atomico a scopi civili del mondo. Da lì ebbe inizio la storia dell’energia nucleare, una storia costellata di tanti capitoli grigi, come i disastri di Three Mile Island (USA, 1979), Chernobyl (Unione Sovietica – oggi Bielorussia – 1986), e ora Fukushima. Tutto questo senza considerare gli enormi effetti collaterali come le radiazioni e le scorie, che ancora reclamano un processo di smaltimento definitivo; e come ignorare il rischio che paesi governati da regimi autoritari usino le loro centrali per produrre armamenti atomici: le situazioni di Iran e Corea del Nord sono due esempi molto calzanti.

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Giudizio positivo Vantaggi: sfrutta il calore prodotto da una reazione di fissione nucleare a catena autoalimentata per generare vapore , il loro funzionamento sta nel alimentare turbine connesse ad alternatori e producendo quindi elettricità

Giudizio negativo Svantaggi: la ricerca in questo campo è ancora in una fase sperimentale-prototipale di impianto

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Tag: centrali nucleare radioattività

Categoria: Ambiente

 

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