Qual’è una buona dieta per chi soffre di gotta?

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Opinione scritta da: Redazione 16:45:06 04-02-2011

Gotta: erroneamente si ritiene che si tratti di una malattia diffusa particolarmente nei secoli passati, mentre paradossalmente, a livello percentuale, è molto più diffusa adesso.
La spiegazione di questo aumento di malati è molto semplice: se, infatti, in passato era
considerata la malattia dei ricchi, dal momento che soltanto i più abbienti erano in grado
di consumare molti cibi proteici e molto conditi, come carne o pesce, il miglioramento della
situazione economica, con l’allargamento del benessere a vasti ceti sociali, permettendo ad
un numero esponenzialmente maggiore di persone di consumare alimenti proteici,
ha fatto sì che anche la malattia ad essi correlata prendesse decisamente più piede.
La gotta infatti dipende esclusivamente da un errore alimentare, ovvero il consumo esagerato
di carne e pesce molto conditi, perché tali pietanze apportano un eccessivo contenuto
proteolipidico, proteine e grassi, che aggrava il metabolismo traducendosi in una eccessiva produzione di acido urico, che si accumula nei vari distretti dell’organismo, addensandosi in special modo
nelle capsule articolari e agglomerandosi in veri e propri cristalli di urato mono sodico, che
innescano un meccanismo di infiammazione ed infezione, diventando un granuloma, simile ad un vero e proprio corpo estraneo inserito nell’organismo, che addensa spesso intorno a sé anche il
colesterolo presente nel corpo.
Ovviamente, se la diagnosi di gotta era nefasta nei secoli passati in quanto, senza medicinali, il dolore diventava davvero insopportabile, soprattutto nelle fasi della giornata soggette ad un maggiore ristagno dei liquidi, come il primo mattino, ora con i passi da gigante effettuati dalla medicina il quadro della malattia è completamente cambiato.
Già alle prime avvisaglie di eccesso nel sangue di acido urico, è possibile somministrare al paziente dei farmaci appositi che aiutano l’organismo a metabolizzarlo, associati spesso a funzioni antinfiammatorie che evitano il formarsi dei granulomi.
Questo ovviamente facilita la vita dei pazienti, soprattutto alla luce dei vecchi severissimi regimi alimentari. Al contempo, però, il regime dietetico è comunque molto importante: necessario, infatti, per stare meglio, è escludere completamente dalla propria alimentazione le sostanze ricche di purine, come sardine e interiora di animali, prediligendo frutta, verdura e latticini, poveri di queste dannosissime molecole azotate.
La dieta mediterranea, in questo, ci aiuta moltissimo: l’abbondanza di frutta e ortaggi, come quella dell’utilizzo quotidiano di cereali, aiuta a contenere le purine che rischiano di creare seri danni.
Da consumare con moderazione, senza il bisogno tuttavia di escluderli del tutto dalla propria dieta, gli alcolici, a causa dell’alto tasso di zuccheri, e i dolci, che tendono comunque, come il consumo di fruttosio, a favorire la ritenzione idrica, aumentando di conseguenza l’acido urico presente nel proprio organismo.
Inoltre, importante per non sovraccaricare troppo lo sforzo del corpo, è evitare accuratamente le abbuffate e i pasti troppo pesanti.
Per concludere, è più che indicato, come sempre in uno stile di vita corretto, associare alle regole base dell’alimentazione anche una regolare attività fisica, anche leggera se quotidiana, che aiuta a mantenere in forma il metabolismo.

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