Prodotti biologici sono migliori?

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Opinione scritta da: Redazione 10:07:27 30-12-2010

Prima di tutto e’ bene chiarire quando un prodotto (insalata, mele o altro) puo’ fregiarsi della dicitura “biologico”.

Senza entrare in tecnicismi o regole per i soli addetti ai lavori, possiamo dire che un prodotto e’ biologico se:

- Evita la presenza di residui chimici sul/nel prodotto alimentare dovuto alla concimazione effettuata con prodotti di sintesi chimica (cioe’ non “organici”)

- Salvaguarda l’ integrita’ dell’ambiente dove il prodotto viene coltivato, evitando impatti negativi dovuti alla coltivazione (o all’allevamento) sull’ecosistema.

E’ quindi indispensabile l’utilizzo di fertilizzanti di tipo organico al posto di quelli chimici.

Anche la lotta ai parassiti deve essere effettuata con prodotti naturali, coadiuvata dalla cosiddetta “lotta integrata”.
Lotta integrata ai parassiti significa non intervenire in modo preventivo e indiscriminato ma solo quando c’e’ il bisogno, utilizzando prevalentemente tecniche che si basano sull’ introduzione di organismi antagonisti in grado di limitare la diffusione del (dei) parassiti pericolosi per l’ integrita’ del prodotto.

Banditi, ovviamente, i prodotti geneticamente modificati (OGM).

Altro punto importante che caratterizza le produzioni di alimenti biologici e’ la rotazione delle coltivazioni.
Questa tecnica consente di evitare il peggioramento delle caratteristiche del terreno che avviene se in un determinato campo si coltiva sempre lo stesso tipo di prodotto.

In generale queste tecniche sono note e utilizzate da tempo, ma l’avvento della chimica in agricoltura e la coltivazione intensiva ne avevano limitato molto l’utilizzo.

Grazie anche ai recenti studi scientifici di queste antiche modalita’ di coltivazione, i risultati in termini di resa ed efficacia sono aumentati molto.

Dal punto di vista organolettico, non e’ detto che un prodotto biologico sia di per se’ migliore di uno proveniente da coltivazioni “normali”, purche’ fatte a regola d’arte.
Studi in questo senso hanno trovato che mediamente le differenze tra i 2 tipi di prodotti, generalmente a vantaggio dei prodotti biologici, sono limitate, e si riducono ancora di piu’ quando il prodotto non viene consumato a breve tempo.
Per questo l’ideale per il prodotto biologico e’ la “filiera corta” o “a kilometri zero” che dovrebbe garantire la freschezza del prodotto, massimizzandone le qualita’.

Una critica che viene fatta al concetto di biologico e’ la sua supposta difficile applicazione su vasta scala.

Un altro problema dell’agricoltura biologica sono i costi, che si riflettono sul costo finale del prodotto, superiore a quelli dei prodotti tradizionali.
Anche in questo caso, la filiera corta puo’ venire in aiuto: se il prodotto passa direttamente dal produttore al consumatore si evita la lievitazione (spesso esagerata) dei costi dovuti ai passaggi intermedi.

Concludendo, penso che, probabilmente, i prodotti biologici non potranno sostituire quelli standard, ma, soprattutto in un contesto di “filiera corta”, potranno avere un peso sempre maggiore, con vantaggi per il produttore, per il consumatore e anche, e soprattutto, per l’ambiente.

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