Perchè si chiama Muro del pianto?

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Opinione scritta da: Redazione 12:18:00 22-03-2013

Simbolo storico e religioso il Muro del pianto di Gerusalemme è uno dei luoghi più importanti e visitati al Mondo, eccone i motivi.

Il nome
Il termine Muro del Pianto è un’accezione tipicamente europea per indicare gli ultimi resti del Muro Occidentale, l’unica parte di cinta ancora oggi esistente del Primo Tempio, luogo di culto più importante per la religione ebraica.
Il nome esatto del muro è HaKotel HaMa’aravi, o anche in modo abbreviato Kotel e secondo la tradizione all’interno del luogo sacro era custodita anche l’Arca del Patto. Quando il tempio andò distrutto e venne eretto il Secondo tempio, la sacralità e l’importanza del posto non andarono scemando, anzi acquisirono maggiore forza e vigore, perché secondo gli Ebrei la parte sopravvissuta del muro era un tacito messaggio d Dio di speranza. Da quel momento i fedeli israeliani  iniziarono a recarsi al muro per piangere la distruzione dei loro luoghi sacri. In realtà più che piangere gli Ebrei vi si recano per pregare ma dato il caratteristico modo in cui oscillano la testa durante i momenti di raccoglimento con il tempo al luogo è stata data l’accezione di Muro del Pianto.

La storia del muro
Il Muro di per sé non è un luogo sacro ma ha conquistato nel tempo l’aura di sacralità tanto da diventare il maggiore simbolo della religiosità ebraica. Venne eretto da Erode il Grande intorno al 19 a. C., come area di cinta per il Monte Moriah, conosciuto anche come monte del Tempio di Salomone. Nel corso decenni successivi è sorto anche il Secondo Tempio, distrutto poi dai Romani nel 70 d. C.. L’imperatore Tito volle lasciare la parte di muro sopravvissuta alle macerie come monito.

Curiosità
Pur essendo il luogo di culto per eccellenza del popolo ebraico fino al tredicesimo secolo, gli Ebrei potevano recarsi ai resti del tempio solo una volta l’anno per pregare, la data doveva coincidere con la distruzione della struttura.
Il luogo è oggi aperto tutti i giorni anche di notte a tutti i fedeli e non, oltre ad essere un luogo fortemente spirituale è anche una vera e propria attrazione turistica.
Per raggiungere il Kotel bisogna passare diversi controlli con il metal detector della polizia, può essere anche chiesto di ispezionare le borse.
È vietato l’accesso a chi indossa abiti corti, oppure ha le braccia scoperte. I turisti possono all’occorrenza coprirsi con dei fazzoletti e foulard. Gli uomini dovrebbero sempre pregare con un cappello in testa, infatti, si può chiedere in prestito la kippah.
Chiunque può lasciare un messaggio di preghiera tra le fessure del muro. Gli uomini possono pregare sul lato sinistro, le donne su quello destro.

 

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Giudizio positivo Vantaggi: Il Muro del pianto è un'accezione occidentale a indicare quello che resta del rimo Tempio, dove si dice fosse contenuta l'Arca dell'allenza , Venne eretto, si dice, da Erode nel 19 a.C. come cinta al monte del Tempio di Salomone

Giudizio negativo Svantaggi: Aperto tutto l'anno a fedeli e non, è divenuta un'autentica attrazione turistica

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Tag: Gerusalemme Muro del pianto religione ebraica

Categoria: Religioni

 

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