Perchè i giorni 29, 30 e 31 si chiamano i giorni della merla?

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Opinione scritta da: Redazione 17:40:59 29-01-2013

Forse non tutti sanno perché gli ultimi giorni del mese di gennaio vengono comunemente chiamati, specie nel nord Italia, i giorni della merla. Naturalmente una spiegazione c’è anche in questo caso, anzi: più di una. Resta il fatto che quando essi sono particolarmente freddi la primavera sarà abbastanza calda. Se invece non lo sono, il tepore primaverile si farà desiderare a lungo.

Su questo tema bisogna subito dire che esistono diverse ricostruzioni, tutte molto suggestive, che sono legate all’innata capacità dell’uomo di inventare fiabe da raccontare ai bambini, per stimolare la loro immaginazione.
Secondo alcuni, questo particolare modo di identificare i giorni 29, 30 e 31 gennaio è nato in una zona in particolare e cioè tra Lodi e Cremona, ma nel tempo ha saputo incuriosire le persone al punto da conquistare simpatie e diventare un modo di dire diffuso in tutto il Paese.

Secondo una sorta di leggenda popolare in questi giorni, che naturalmente nel settentrione sono sempre molto freddi, una bella merla e i suoi figlioletti, in origine di colore bianco, cercarono di riscaldarsi all’interno del comignolo di un’abitazione, perché messi in difficoltà da temperature piuttosto rigide.
Dopo tre giorni trascorsi al tepore del loro rifugio di fortuna, i volatili uscirono per sfamarsi, ma erano diventati tutti neri e da quel giorno tutti i merli vennero al mondo di questo colore, mutando cioè in modo definitivo la natura del loro piumaggio.
Le storielle o leggende legate a questo speciale modo di dire sono però diverse e tutte molto simpatiche.

Secondo un’altra storia, ancor più fantasiosa, i giorni della merla si chiamano così perché una volta esisteva un cannone di notevoli dimensioni, che doveva essere trasportato sull’altra sponda del Po. Questo cannone si chiamava appunto Merla. Poiché l’azione si doveva necessariamente compiere durante l’inverno, qualcuno consigliò di attendere la fine di gennaio, in quanto proprio durante quei giorni il fiume di solito si ghiacciava e dunque il trasporto sarebbe risultato assai semplice.

A questo particolare del fiume ghiacciato è legata anche un’altra leggenda popolare, che fa riferimento all’esistenza di una signora di nome de Meli, di nobili origini.
La donna, che era residente nella provincia bergamasca, era sul punto di contrarre giuste nozze, ma per completare l’operazione doveva passare dall’altra parte del fiume.
Solo grazie all’improvviso arrivo di un forte gelo nei giorni 29, 30 e 31 gennaio la sua carrozza poté transitare regolarmente, andando incontro alla felicità per la gioa degli sposi e dei loro parenti. Il nome de Meli nel ricordo di quanti si trovarono a raccontare questa vicenda fu però modificato, chissà perché, in Merla.

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