Perchè Blockbuster ha chiuso?

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Opinione scritta da: Redazione 14:37:31 14-06-2012

In un periodo in cui la crisi rende difficile inviare nuove aziende alla ribalta, preoccupa molto vedere alcuni storici marchi costretti a chiudere per sempre. E’ quanto successo a Blockbuster, la catena di distribuzione e noleggio di film più famosa al mondo che, già costretta a lasciare il mercato in varie nazioni per via dei conti in rosso, ora ha abbandonato anche l’Italia a partire dal 5 Giugno, con la chiusura di tutte le sedi.

E’ quanto si apprende infatti dallo stesso sito dell’azienda, che ha riportato poco più di una settimana fa le seguenti parole: “L’avventura di Blockbuster Italia finisce qui. È stato per noi un piacere divertirvi o semplicemente tenervi compagnia in questi 18 anni”. E’ cosi che si è conclusa un era fatta di grandi centri colmi di videocassette (divenute poi DVD) presenziati da studenti che arrotondavano part-time per pagarsi i loro studi. E non solo: molti affezionati ricorderanno tutti quei prodotti di contorno (tra cui caramelle e gadget legati al cinema) che hanno fatto la storia di una delle più grandi distribuzioni di massa di video.

A uccidere Blockbuster non è stata soltanto la pirateria (alla quale ha resistito per più di una decina di anni), ma la sempre crescente offerta di Pay TV e di contenuti On Demand, che ha spinto gli utenti a comprare direttamente da casa i propri film evitando di dover fare “quattro passi” per recarsi alla sede di noleggio più vicina. Ma la goccia che ha fatto traboccare un vaso già pieno è stato il dilagare di film e videogames su internet: Blockbuster aveva già perso il mercato americano ed era stata costretta a chiudere da Netflix, servizio di noleggio sul web di film e videogiochi, che aveva dato letteralmente uno schiaffo ai profitti dell’azienda.
Che ironia della sorte, ha suggerito indirettamente, al fondatore del nuovo network online, proprio la giusta strategia per aprire con Netflix: “dovevo restituire un film che tardavo a riconsegnare a Blockbuster da settimane, per cui mi spettava una penale di 40 dollari. Ho pensato che questo impedimento poteva essere eliminato”. E cosi è stato anche in Italia, dove la quasi inesistente domanda di film a noleggio ha costretto l’azienda alla chiusura per liquidazione volontaria, non senza ripercussioni. Sono 680 infatti gli assunti a tempo indeterminato che verranno mandati a casa, su un totale di 780. Solo 100 di loro riusciranno ad essere integrati dalla Essere e Benessere, catena di parafarmacie che acquisterà in massa tutti i locali utilizzati da Blockbuster per soppiantarli con il proprio marchio. Per quanto riguarda tutta la miriade di lavoratori part time, più della metà di loro verrà reintegrato in Essere e Benessere, a patto che accetti una riduzione di stipendio ulteriore. Insomma, una situazione spiacevole e segno dei cambiamenti dei tempi, che continua a rimanere nel mistero di un’azienda che ancora non si pronuncia in spiegazioni ufficiali.

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Giudizio positivo Vantaggi: catena di distribuzione e noleggio di film più famosa al mondo

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Tag: Blockbuster Film noleggio dvd

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 Opinioni degli Utenti (1)

  • 19 giugno 2012
    alle 15:20

     

    gtemis

    Altro che metà del personale..........

    Giudizio Generale: 0.0

     

     

    Redazione, sono rimasto colpito dalla rilevanza che è stata data alla notizia della chiusura di Blockbuster Italia presso cui ho lavorato per quasi 13 anni ma mi chiedo per quale motivo la stessa rilevanza non viene data alla situazione che vivono ormai da mesi i circa 700 dipendenti dell’azienda.
    Ormai che il destino di Blockbuster fosse la chiusura lo si sapeva da almeno due anni, abbiamo fatto il possibile (e spesso anche l’impossibile) per cercare di salvare il salvabile ma a niente è servito!
    Il retroscena più vergognoso di tutta questa storia è che ad oggi tutti i dipendenti sono in cassa integrazione (con Decreto Ministeriale del 17.05.2012) e sono quasi 7 mesi che non arriva un euro. Ritengo che questa sia la notizia più eclatante in quanto ci sono tante famiglie che non hanno più la forza di sfamare i propri figli e si ritrovano sommersi da debiti e pressioni bancarie di ogni tipo.
    Ecco che sopraggiunge lo sconforto, la demotivazione alla vita, trovo inconcepibile che un provvedimento di sostentamento ai lavoratori si trovi perso in una macchina burocratica che di umano non ha niente!
    Per concludere i dipendenti reintegrati nella nuova azienda Essere Benessere sono non più di 85 su un totale di 700 lavoratori.

     

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