Perchè alcune persone odiano i gatti?

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Opinione scritta da: Redazione 20:42:05 10-12-2010

Di persone strane ne esistono tante, ma alcune proprio non le capisco. È vero che alcune fobie rendono impossibile la vita quotidiana, ma sento dire cose stranissime, come quella sui gatti.
Com’è possibile che un povero micino possa incutere timore e sospetto? Io adoro i gatti e ne ho due. Tempo fa avevo anche una bellissima gatta tutta nera. Alla faccia della sfiga! Non so se sia paura, fatto sta che molti si guardano bene non solo dall’attraversare davanti al micio nero, ma proprio dal passargli accanto.
Allora, chiedendomi da dove venisse tutto ciò, oltre che da una paura immotivata, ho fatto delle ricerche e ho scoperto che la paura nei confronti dei gatti si chiama ailurofobia, (ma è noto anche il termine di felinofobia che si riferisce alla paura verso tutti i felini) e fa sì che chi ne soffre rimanga letteralmente impietrito in sua presenza.
Ciò trova però anche spiegazione in un evento traumatico passato, in cui, da bambini, siamo stati graffiati o spaventati da un micio.
Consideriamo che i gatti, essendo dei felini, hanno un comportamento non sempre gestibile o spiegabile. Spesso forastici, hanno un tale senso dell’indipendenza e dell’autodifesa che possono graffiarci all’improvviso se, mentre li accarezziamo, facciamo inavvertitamente un movimento sbagliato. Spesso il gatto si scoccia, e soffia poi come un mantice. In realtà spesso si tratta solo di avvertimenti atti a mostrare il confine oltre il quale non dovremmo andare e che, presi dalla foga di mostrargli il nostro affetto, tendiamo a dimenticare. Per un bambino questo può essere traumatico. Esistono poi dei gatti davvero aggressivi, che in molti casi, al momento delle vaccinazioni, vanno gestiti in due persone, e tenuti all’interno del trasportino.
Sui gatti si trovano leggende di ogni tipo, ma non tutte sono brutte, anzi.
Partiamo dal gatto nero: da sempre rappresenta il simbolo di sventura ma solo quando ti attraversa la strada. La paura viene dalla leggenda di un re al quale il micio fu regalato da un mercante, che voleva proteggere la sua cantina dai topi. Il gatto trovò però del pesce e la cantina fu insediata dai roditori, a segnare perenne sventura. Avere il gatto nero in casa, però, era indice di fortuna.
C’è poi la leggenda sui gatti bianchi: si pensava che possedessero virtù soprannaturali e che portassero fortuna ai loro proprietari.
Infine, la leggenda forse più famosa dei Gatti Sacri di Birmania, atti a proteggere il tempio della dea Tsun Kyan-kse insieme ad alcuni monaci. Al momento della morte del monaco Mun Ha, il suo bellissimo gatto Sin, bianco con occhi gialli, tentò di proteggerlo, e chiese aiuto alla dea. Si trasformò allora in quello splendido gatto birmano dagli occhi acquamarina e l’anima del monaco trasmigrò nel suo corpo. Gli altri gatti fecero lo stesso e da allora la per la dea furono sacri.
Adorando i gatti, posso dire di non averne paura, ma rispetto; e avvicinarsi a loro con fiducia senza dimenticarne la natura, né che hanno un’anima e un cervello.

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