Mitologia Greca: chi era Demetra?

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Opinione scritta da: Redazione 9:53:20 23-12-2010

Demetra era la dea dell’agricoltura e della terra coltivata, distinta quindi da Gea, che rappresentava la terra come elemento del cosmo. Era venerata in tutto il mondo ellenico, ma in particolare ad Eleusi, città dell’Attica, a pochi chilometri da Atene, dove, in onore della dea, si tenevano delle feste solenni chiamate Eleusini.
A Roma fu oggetto di culto sotto il nome di Cerere; in Sicilia, invece, era particolarmente venerata come dea del grano.

Demetra era la figlia di Crono e di Rea. Alcuni miti raccontano che fosse stata rapita e sposata da Poseidone, il dio del mare, chiara allusione simbolica all’indispensabilità dell’acqua alla coltivazione. Ma il mito riguardante Demetra più noto e diffuso del mondo antico, ne univa il nome a quello della figlia Persefone avuta dalla sua unione con Zeus.
Questo mito racconta che Ade, il re degli inferi, si innamorò di Persefone, figlia di Demetra e all’improvviso emerse con il suo carro dalle viscere della terra rapendo Persefone e portandola con sé giù nell’Erebo. Demetra corse disperata per nove giorni e nove notti riempiendo dei suoi lamenti tutta la terra; fu poi Elio, il Sole, a rivelarle dove si trovava la figlia. Disperata, decise di scendere nell’Erebo, ma l’accesso le fu negato da Ade stesso. Allora Demetra, indignata, fece diventare sterile la terra e Zeus, preoccupato per la sorte degli uomini, decise di intervenire inviando Hermes nel regno dei morti per convincere Ade a liberare la figlia di Demetra. Ade, persuaso, lasciò libera Persefone di vivere accanto alla madre sull’Olimpo per otto mesi all’anno. Demetra, esultante di gioia, ritornò sull’Olimpo e riprese a dispensare fertilità e fecondità alla terra, che finalmente tornò a dare agli uomini i suoi frutti in abbondanza.
Nel bellissimo mito del ratto di Persefone, che periodicamente ritorna a risplendere sull’Olimpo, è rappresentato il ciclo delle stagioni e della fertilità della terra: al letargo invernale, seguono il risveglio primaverile e il rigoglio estivo.

Senza dubbio Demetra era venerata come una dea benefica, immaginata mentre percorreva le terre incolte insegnando agli uomini a coltivare il grano, ed in questo poteva dirsi complementare a Dioniso, che invece insegnava agli uomini a coltivare la vite. Le popolazioni contadine consacravano a Demetra le feste della semina e del raccolto, a ricordo delle tecniche agricole che sarebbero state rivelate agli uomini non solo dalla dea, ma anche dall’eroe Trittolemo, mandato per il mondo dalla stessa Demetra per farsi aiutare nell’opera di diffusione dell’agricoltura. E sarebbe stato lo stesso Trittolemo a fondare la già citata città di Eleusi, anche se un’altra leggenda attribuisce la fondazione della città alla dea stessa, che avrebbe voluto ricompensare le genti dell’Attica per la pietà dimostrata quando l’avevano accolta errante alla ricerca della figlia.
A Demetra erano consacrati la spiga di grano e i fiori del narciso e del papavero, simboli della fecondità e, tra gli animali, il serpente, simbolo della terra. Veniva generalmente raffigurata con in mano un cesto di spighe e di frutta a simboleggiare la fertilità della terra.

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