L’Italia può essere colpita da uno Tsunami?

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Opinione scritta da: Redazione 18:14:30 15-03-2011

Potrebbe verificarsi uno tsunami in Italia? Certo, come in qualsiasi altro posto della Terra, e vediamo per quali motivi.
Con il termine tsunami , che indica un maremoto, facciamo riferimento da un’onda anomala, o a una serie di onde dalle dimensioni enormi, che, attraversando la linea della costa di un Paese, si riversano su ampie distanze dell’entroterra, provocandone un violento e improvviso allagamento . Il terremoto sottomarino dal quale trae origine si verifica a causa di frane, esplosioni vulcaniche e movimenti dei fondali marini capaci di spostare parti enormi dei fondi oceanici, e per mezzo di movimenti che avvengono a grandi profondità, e trascinano con impeto enormi masse di acqua.
L’Italia, pur essendo una penisola apparentemente “protetta” dal continente che ha intorno, non è affatto esente dal pericolo tsunami. Storicamente abbiamo testimonianza di fatti simili a quanto accaduto in Giappone giorni fa, dove la terra ancora trema, o a Sumatra nel 2004; fatti geografici legati a tsunami che riguardano l’intera costa mediterranea.
Certamente la struttura dell’’Oceano Pacifico mostra un rischio molto elevato rispetto a quello che presentano i nostri mari, relativamente “chiusi” e pertanto più gestibili, ma di certo non scongiura che un’onda anomala possa abbattersi un giorno lungo le nostre coste.
I Paesi che si estendono lungo le coste del Pacifico vivono in stato di allerta perenne, perché ovunque è possibile lo scatenarsi di terremoti dalle magnitudo elevate, e di solito superiori al 6,5 a causa del continuo impatto tra le faglie oceaniche. Le misure cautelative dei Paesi coinvolti si adeguano il più possibile a tali eventualità e sembra che le popolazioni siano molto più abituate di altre ai frequenti terremoti e tsunami.
Anche la storia della nostra penisola, purtroppo, sfata l’opinione comune che simili fenomeni non ci possano, un giorno, riguardare da vicino. Si può ricordare il 5 dicembre del 1456, quando un violento tsunami colpì le isole greche, arrivando in Italia. Il Gargano era il territorio più vicino a uno degli epicentri dello tsunami: ci furono 3 scosse con magnitudo superiore al 7, che trascinarono sulle coste blocchi di pietra da 80 tonnellate ciascuno, e si stimò la perdita di 30 mila persone tra Molise, Abruzzo e Irpinia.
Nel luglio del 1627 uno tsunami, con terremoto di magnitudo oltre il 7, determinò 5 mila vittime intorno a Foggia. Nel gennaio del 1963 un terremoto di uguale intensità si generò a largo dello Ionio, provocando uno tsunami che fece 60 mila morti lungo la costa; ma già Catania era stata colpita da uno tsunami che nel 1169 aveva ucciso 20 mila persone. Nel corso dei secoli Sicilia e Calabria sono state alternativamente vittime di tsunami, come lo sono state la vicina Grecia e la parte settentrionale dell’Adriatico, con il terremoto friulano del 1511, che creò onde anomale a Trieste e Rimini.
La parte che ci interessa da vicino è il rapporto tra la zolla euroasiatica e quella africana e il sistema complesso di faglie si spinge attraversando il Mediterraneo e lo Stretto di Gibilterra, fino all’Oceano Atlantico, e che ha ad oggetto anche il nostro Paese, con tutte le sue coste, nessuna esclusa.

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Giudizio positivo Vantaggi: il nostro mare è meno pericoloso dell'oceano , il nostro mare è chiuso

Giudizio negativo Svantaggi: potrebbe verificarsi anche qui come è già avvenuto in passato

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Tag: ambiente tsunami tsunami in italia

Categoria: Ambiente

 

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