La tassa sui condizionatori è una bufala?

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Opinione scritta da: Redazione 10:21:02 31-07-2015

La notizia della nuova presunta tassa sul possesso di condizionatori sta rimbalzando sul web tra siti d’informazione e social network, proprio in questi giorni di caldo, quando le colonnine del termometro hanno raggiunto anche i 40°. Secondo quanto circola in rete, questa nuova imposta approvata dal governo dovrebbe pesare sulle famiglie italiane dai 180 ai 200 euro, senza considerare che se possedete più di un condizionatore la spesa lieviterà ulteriormente, fino a raggiungere l’esorbitante cifra di 300 euro.

Ma è davvero così che stanno le cose? Ebbene, i consumatori possono tirare un sospiro di sollievo, almeno questa tassa gli italiani se la possono risparmiare!

A quanto pare si tratta di una vera e propria bufala, e a caderci sono stati in tanti, compreso il Segretario della Lega Matteo Salvini, che ha lanciato un vero e proprio allarme via Twitter. Anche le associazioni dei consumatori, come Federconsumatori e Adusbef, si erano mosse a riguardo, denunciando l’assurdità della legge.

Ma tutte le dicerie hanno sempre un fondo di verità: la tassa in un certo senso esiste veramente ma non sarà rivolta a tutti. Se non possedete un locale di circa 160 metri quadrati potrete dormire sonni tranquilli, perché l’imposta verrà applicata solo per i sistemi di climatizzazione che superano i 12 Kilowatt.

Si tratterebbe di una normativa europea sulla tutela dell’ambiente già in vigore da circa due anni, quando al governo c’era Mario Monti, che dovrebbe garantire la sicurezza, la manutenzione e il buon funzionamento dei condizionatori presenti in grandi locali, come quelli commerciali o di aziende. La normativa in Italia nasce a seguito dell’esigenza di adeguarsi alle direttive europee nel campo dell’efficienza energetica, del risparmio economico e della tutela dell’ecosistema.

Stiamo parlando del Decreto del Presidente della Repubblica 74/2013, poi Decreto Ministeriale 10 febbraio 2014, con il quale viene introdotto l’obbligo di possesso del libretto dell’impianto di climatizzazione in base ai nuovi modelli definiti dalla legge, e l’obbligo di controlli ogni quattro anni per garantire la sicurezza e l’efficienza energetica.

Così come viene raccontata, la normativa sembra essere tutt’altro che qualcosa di negativo. Si parla anche di un probabile abbassamento delle spese e dei consumi soprattutto per le attività commerciali che, grazie alla corretta e periodica manutenzione degli impianti di condizionamento, potranno risparmiare molto di energia. Ma soprattutto si parla dell’introduzione di un vantaggioso Ecobonus, che prevede la detrazione fiscale di circa il 65% sulla spesa per l’acquisto di un nuovo condizionatore che rispetti le norme vigenti. Inoltre le imprese che decidono di sostituire gli impianti possono usufruire del cosiddetto “Conto termico”, che garantisce incentivi per i nuovi sistemi di condizionamento e per le fonti rinnovabili.

Insomma, tanto allarme e tanta confusione per nulla. Non esiste alcuna tassa sui condizionatori – almeno per il momento – esiste solo una normativa che dovrebbe portare, secondo quanto ci viene raccontato, solo a conseguenze positive, soprattutto per quello che riguarda il risparmio energetico e la salvaguardia dell’ambiente.

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Giudizio positivo Vantaggi: Per le attività commerciali abbassamento della bolletta. , Ecobonus per chi decide di sostituire il vecchio condizionatore.

Giudizio negativo Svantaggi: Normativa sul climatizzatore per chi ha un locale di circa 160 mq

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Tag: condizionatori tasse

Categoria: Affari e finanza

 

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