La nuova disciplina per la legittima difesa: quali sono i maggiori cambiamenti?

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Opinione scritta da: Redazione 12:58:32 03-04-2019

A seguito di accesi dibattiti finalmente lo scorso 28 marzo il Senato ha approvato la nuova disciplina sulla legittima difesa.
La riforma segna una svolta importante in quanto coinvolge sia l’ambito civile che penale.

Bisogna prestare molta attenzione a non farsi influenzare dalle polemiche del web con quanto statuito dalle modifiche alla normativa, in quanto è sorta una leggera confusione tra legittima difesa presunta e libertà di uccidere, non è così, non si sta autorizzando una giustizia fai da te.

Al fine di comprendere cosa è stato legiferato è importante leggere i nuovi articoli e le modifiche effettuate a quelli preesistenti tra cui l’articolo 52 del codice penale che disciplina, appunto, la legittima difesa.
Prima della nuova statuizione, la vecchia normativa prevedeva che si dimostrasse una proporzione tra “offesa e difesa“, si parlava di proporzionalità dei mezzi e necessità dell’azione difensiva sia in casa che fuori casa o comunque fuori da ambienti destinati all’attività lavorativa.
Se tale proporzione non era dimostrabile o si eccedeva si rischiava di essere perseguibili per eccesso colposo alla stregua dell’articolo 55 del codice penale.

Ebbene, con la recente modifica, in caso di “violazione del domicilio” si considera “presunto” tale stato di proporzionalità nel momento in cui la persona offesa abbia messo in atto la condotta difensiva avendo temuto per la propria “incolumità” o delle persone conviventi con la esimente del “grave turbamento“.
Dunque, sulla base di quanto ora statuito perché si reputi offensivo il comportamento del ladro esso non deve sussistere per forza in un’azione, in poche parole non sarà necessario che lo stesso sia armato o rivolga un’arma nei confronti della vittima perché sia ammessa la legittima difesa in casa.
La stessa violazione del domicilio, in virtù del fatto di avere un estraneo in casa che si sia introdotto con intenzioni per nulla amichevoli, è un motivo valido a creare uno stato di angoscia tale da giustificare un’azione di difesa.

Ricapitolando, l’articolo 52 si divide in due parti, la prima non modificata riguarda i casi in cui l’aggressione avvenga fuori casa o dal proprio esercizio commerciale ossia “dovunque” e una seconda parte rinnovata “presunta” per cui laddove l’aggressione avvenga in un luogo destinato ad uso abitativo o all’espletamento della propria attività commerciale valgono i nuovi dettami della legittima difesa “presunta“.

La legge statuisce, inoltre, che colui che non viene ritenuto penalmente responsabile per aver agito in sua difesa, parimenti non lo è civilmente in merito al risarcimento di un eventuale danno, la possibilità di usufruire del gratuito patrocinio nel caso si disponga l’archiviazione del procedimento.
Viceversa, colui che si è introdotto in casa violando il domicilio è soggetto a pene maggiori rispetto alla vecchia normativa, e, anche, nel caso di un’eventuale pena condizionale, la stessa è subordinata al pagamento di un risarcimento del danno.

Rilevanti sono gli incrementi di pena nel minimo e nel massimo della “pena edittale” con differenze a seconda che si tratti di una mera violazione o di violazione con aggressione armata.

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Giudizio positivo Vantaggi: Proporzionalità presunta tra "offesa" e "difesa" nel caso di violazione del domicilio. , Esimente del "grave turbamento" come parametro per escludere la punibilità della vittima.

Giudizio negativo Svantaggi: Valutazione del grado dell'offesa da parte della vittima.

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Tag: legittima difesa

Categoria: Società e culture

 

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