La muffa del cibo è dannosa alla salute?

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Opinione scritta da: Redazione 14:46:29 03-02-2014

Per muffa si intendono vari funghi microscopici che si sviluppano sul prodotto alimentare quando c’è un’alta percentuale di umidità a temperature che vanno dai quindici ai trenta gradi centigradi. Le colonie fungine si presentano bianche o colorate, sul grigio/blu sulla superficie del prodotto che si sta decomponendo.

Molte muffe, come la penicillina, sono molto utili al nostro metabolismo e vengono utilizzate per rendere vari formaggi appetibili (tra questi vi è il gorgonzola, il brie, il puzzone ecc..). Mangiando questi formaggi non c’è pericolo alcuno perché, come detto, la muffa è anche utile all’organismo.

La muffa che si forma sul pane invece è diversa. Nelle camere di fermalievitazione le muffe trovano il loro ambiente ideale per crearsi e moltiplicarsi. Se il panno sul quale è steso il pane a lievitare non è igienizzato scrupolosamente si potrebbero trovare brutte sorprese quando ci si recherà a ritirare il pane lievitato. L’impasto in questa camera viene mantenuto ad una temperatura minore di quattro gradi e ciò contribuisce al proliferare delle muffe (come abbiamo detto i limiti di temperatura per la proliferazione della muffa sono difficilmente rintracciabili). Nel pane, ci accorgiamo della sua decomposizione se al gusto il sapore risulta essere dolciastro oppure se compaiono macchie verdognole e bianche. In questo caso è in atto il processo di decomposizione che può iniziare anche dopo tre giorni dall’acquisto dell’alimento.

Sul pane si possono sviluppare ben due tipi di muffa: la prima di colore scuro può infettare il fegato mentre la seconda, anche detta muffa arancione del pane presenta una colorazione rosa e può provocare in chi la ingerisce allergie.

Per quanto riguarda i latticini, basterà togliere la parte ammuffita dei formaggi e il cibo si potrà tranquillamente consumare; discorso diverso è da fare per i latticini umidi. Infatti, le muffe hanno maggiore possibilità di proliferare sui cibi umidi come ricotta, mozzarelle ecc.. Questi alimenti devono essere buttati al primo segnale di muffa.

E’ possibile trovare muffa anche sulle marmellate che possono essere  tranquillamente consumate dopo aver eliminato lo strato superficiale.

Discorso diverso da fare per la frutta secca, appena è visibile la muffa bisogna buttarla immediatamente. Per la frutta e gli ortaggi, invece, se sono succosi e dunque mollicci bisogna buttarli perché, come per i latticini, l’umidità aiuta il proliferare della muffa mentre per quanto riguarda mele o carote è opportuno  eliminare la parte ammuffita.

Le carni vanno gettate al primo segnale di deperimento, è assolutamente sconsigliato e nocivo mangiarle in seguito.

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