Il paracetamolo causa danni al fegato?

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Opinione scritta da: Redazione 20:46:17 01-02-2011

Notizie dal mondo della salute.
I medicinali sono in grado, molte volte, di migliorare la qualità della vita dei pazienti. Sono strumenti utili per combattere le malattie e per dare una mano al fisico, soprattutto in casi di episodi sporadici e acuti.
Uno dei medicinali maggiormente utilizzati è il paracetamolo. Il paracetamolo è un farmaco, o sostanza, utilizzato come analgesico e antipiretico. La composizione dei farmaci può vedere la presenza del solo paracetamolo o di tale sostanza in combinazione con altre, aggiunte allo scopo di aiutare il fisico a superare influenze e stati di dolore.
In Italia, il paracetamolo non è soggetto alla prescrizione medica ed è il componente principale di molti farmaci “da banco”. Molti, quindi, prendono questa sostanza, spesso, a cuor leggero, considerandola innocua e priva di effetti collaterali. Tuttavia, in una recente nota la Food and Drug Administration (Agenzia per gli alimenti e i medicinali), che negli Stati Uniti si occupa della regolamentazione riferita a farmaci e beni alimentari, ha indicato la possibilità che il paracetamolo sia dannoso per il fegato. In particolare l’Alt della Fda riguarderebbe la possibilità, in Italia, di accedere ad alte dosi del farmaco senza prescrizione; si richiederebbe, infatti, all’Italia di limitare il contenuto di paracetamolo per compressa a 325 mg (in alcuni casi, infatti, in Italia si possono trovare composizioni che superano di gran lunga l’indicazione della Fda), soprattutto per evitare che i pazienti considerino la sostanza al pari di “acqua fresca”. Il Ministero ha indicato la volontà di affrontare il problema ma ha ribadito, in ogni caso, la necessità di evitare allarmismi.
Ci si potrebbe chiedere, a questo punto, se sotto il profilo scientifico il paracetamolo sia effettivamente dannoso per il fegato. A livello sperimentale e tecnico si sa che il paracetamolo viene metabolizzato proprio dal fegato; le cellule dell’acino epatico che si occupano di tale metabolismo contengono una sostanza che determina la trasformazione del paracetamolo in N-acetilbenzochinoneimmina, un tipo di sostanza che si rivela particolarmente tossica. Essa ha la capacità di attaccare proprio le proteine epatiche (ossia del fegato). La tossicità della sostanza, ovviamente, dipende dalla concentrazione. Infatti, le ricerche, anche condotte in Inghilterra, hanno dimostrato che un uso corretto del farmaco, in persone che non abbiano pregressi problemi al fegato, sarebbe non nocivo. Tuttavia, invece, l’associazione del prodotto con altri farmaci (che spesso vengono già venduti insieme al paracetamolo), così come con le sostanze alcoliche potrebbe infiammare le cellule epatiche e risultare non proprio sicuro. Io l’ho sempre preso, ma con moderazione e solo nei casi necessari, e per fortuna non ho subito effetti collaterali o danni al fegato. Ma tutto dipende dalle condizioni del paziente e dalle differenti prescrizioni del proprio medico.
In ogni caso, la Fda ha indicato l’intenzione di diramare a febbraio di quest’anno dati maggiormente sicuri riferiti alla tollerabilità del paracetamolo.

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