I vecchi errori della grammatica italiana non sono più di moda?

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Opinione scritta da: Redazione 12:38:26 13-01-2020

Forse non tutti sanno che l’italiano è la quarta lingua più studiata al mondo e questo perché oltre ad avere un fascino inestinguibile, presenta particolarità e sfumature davvero interessanti. Sebbene sia un discendente diretto dell’eterna lingua latina, l’italiano ha subito negli anni innegabili cambiamenti dovuti all’acquisizione di inglesismi e neologismi, importati direttamente dalla globalizzazione. Dall’universo giuridico, ad esempio, tanto legato alla terminologia latina, fino al campo dell’economia, sono stati introdotti numerosissimi tecnicismi. Solo per fare qualche esempio, ricordiamo lemmi come stalking, mobbing, welfare, business e così via, fino ad arrivare al mondo della televisione, dove si utilizzano espressioni che farebbero rivoltare nella tomba anche Dante Alighieri.

Il web, infine, non ha sicuramente aiutato la grammatica a mantenere le sue regole, considerando il nuovo modo di scrivere su blog, social network o testate giornalistiche online. Una sintassi stravolta dallo slang delle nuove generazioni, continuamente in evoluzione.

Regole grammaticali imparate faticosamente dalle elementari ai banchi del liceo, oggi sono completamente in disuso e ciò che prima era considerato errore, oggi non lo è più.

L’influenza della lingua parlata sulla grammatica

È insita in molti l’idea che la grammatica italiana sia un tema sacro, da salvaguardare e custodire gelosamente. Una lunga serie di verbi da imparare, accezioni da studiare, annosi principi di morfologia da memorizzare e regole di sintassi da applicare anche per scrivere una semplice frase. Nonostante l’importanza della grammatica, la storia ci insegna che le regole che essa impone non sono eterne ma soggette a continui mutamenti ed evoluzioni. Perché se saper scrivere bene e senza errori è ancora molto importante, è pur vero che lo “speaking” ha un’influenza diretta e decisiva sulla morfologia, tanto da avere l’autorità di modificare le regole di sintassi più radicate.

L’antica diatriba che cerca il primato tra la lingua scritta e quella parlata è dunque in odore di canonizzazione. Che sia colpa di un uso dilagante di altre lingue o dei neologismi più fantasiosi utilizzati anche nelle sedi istituzionali, il gioco di ruoli tra scritto e parlato si è davvero ribaltato.

Questo ci insegna che la lingua è qualcosa di vivo e mutevole, che non tollera la staticità ma risente dei mutamenti sociali e culturali del tempo in cui vive. Il linguaggio, dunque, può insegnare molto alla sintassi e avere l’autorità di abolire errori che un tempo facevano rabbrividire vecchie maestre di italiano.

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Giudizio positivo Vantaggi: Non stupisca il cambiamento, considerando le metamorfosi subite nei secoli. , Spesso il mutamento è superamento di prescrizioni eccessivamente rigide.

Giudizio negativo Svantaggi: Tutto vero, a patto che cambiare non diventi uno stravolgimento delle basi.

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Tag: errori grammatica linguaggio italiano scuola

Categoria: Scuola ed educazione

 

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