Gli ormoni possono essere causa di insonnia?

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Opinione scritta da: Redazione 16:50:09 04-02-2011

Capita a tutti, di tanto in tanto: ci si gira e ci si rigira nel letto, si prova a leggere, ci si alza per bere una tazza di latte caldo oppure una camomilla, ma il sonno proprio non arriva, nonostante il migliaio di pecore che saltano il recinto contate ininterrottamente.
La notte in bianco classica, dovuta a volte a pensieri che ci tormentano, oppure a problemi fisici, di digestione ad esempio, oppure paradossalmente alla troppa stanchezza quando siamo andati a dormire. Le cause possono essere molteplici, ma il vero problema è quando la notte in bianco non è più una sola, ma comincia a diventare un susseguirsi di ore notturne passate da svegli, con il cronicizzarsi di una vera e propria patologia che arreca dei seri problemi all’organismo.
La privazione di sonno, oltre alla depressione, può condurre a seri problemi vascolari, come l’ipertensione cronica, oppure a invecchiamento precoce e abbassamento importante delle difese immunitarie.
Ma quello che stano dimostrando gli studi più recenti è come spesso a soffrire di questo disturbo siano più le donne che gli uomini: questo perchè una delle cause di questo spiacevole stato è lo squilibrio ormonale.
Non è un caso infatti che le donne soffrano di frequenti stati di veglia in particolari momenti della loro vita, come l’inizio del ciclo mestruale e il periodo direttamente precedente, le gravidanze, oppure l’inizio della menopausa.
Durante i novi mesi della gestazione, in particolar modo, nel corpo della donna cominciano a circolare grandissime quantità di estrogeni e progesterone, necessari alla corretta formazione del feto, e questa grande quantità di ormoni in circolo provoca delle leggere scosse agli arti, che provocano dei risvegli improvvisi piuttosto frequenti durante il sonno.
La fase, però, davvero a rischio di cronicizzazione dell’insonnia, è quella che inizia dopo i 45 anni di età, con la menopausa: lo scompenso ormonale altissimo, soprattutto a causa dello squilibrarsi di estrogeno e progesterone, se durante il giorno è causa delle classiche vampate, oppure dei piccoli episodi di tachicardia, di notte crea dei grossi problemi al sonno: è frequente infatti che ci siano dei disturbi al ciclo del sonno stesso, con fatica ad addormentarsi alla solita ora, oppure con risvegli sempre più mattinieri, o ancora con grande difficoltà a riaddormentarsi se ci si sveglia, magari per il caldo dovuto alle vampate oppure per l’eccessiva sudorazione.
Spesso, da un punto di vista medico, per sopperire a questi cambiamenti ormonali ed evitare gli sgradevoli sintomi,alcuni ginecologi suggeriscono di seguire una terapia farmacologica che integri quegli ormoni che vanno a scomparire, ovviamente soltanto se le condizioni di salute e fisiche in generale lo permettono.Tuttavia, su questa terapia ormonale ci sono ancora dubbi e sperimentazioni in corso, dal momento che si tema possa in un qualche modo influire direttamente sulla fase stessa della menopausa. Per sicurezza, quindi, sarebbe meglio tentare di tamponare altrimenti questi fastidiosi sintomi, cercando di trovare un aiuto in stile di vita, integrando, quando carente, il movimento fisico, e consumando tisane rilassanti e camomille.
Per evitare pericolose controindicazioni, talvolta è bene non sottovalutare l’efficacia di un bagno caldo e una tisana bollente.

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