Come fare una compostiera?

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Opinione scritta da: Redazione 11:15:06 02-01-2011

Il problema dei rifiuti è molto attuale e dovrebbe essere avvertito da ogni singolo cittadino. Il primo passo da compiere è quello di fare la raccolta differenziata, separando la plastica, la carta, l’alluminio, il vetro e l’umido. In tal modo si riduce considerevolmente la quantità della cosiddetta indifferenziata.

Concentriamo ora la nostra attenzione sull’umido, ovvero sui residui organici della cucina. Da tali composti, mediante un processo di decomposizione del tutto naturale, che avviene ad opera di alcuni organismi viventi, quali lombrichi, insetti e batteri, è possibile ottenere il compost, anche detto humus, cioè un prodotto fertilizzante utilissimo per le piante, in quanto ricco di sostanze nutritive naturali e privo di sostanze chimiche industriali.

Vediamo ora nel dettaglio come ottenere questo fertilizzante.
Innanzitutto, i residui organici vanno raccolti in un contenitore, che prende il nome di compostiera. Esistono in commercio vari tipi di compostiera, che variano per la forma o per il materiale e il cui prezzo è all’incirca di 70-100€. Poiché, come detto, il processo è naturale, la funzione della compostiera è solo quella di contenere i residui organici; pertanto, anziché acquistarla, è possibile realizzarne una in casa. La compostiera commerciale è di forma esagonale o cilindrica, in genere di materiale plastico, e presenta un apertura in alto per l’inserimento dell’umido, alcune fessure laterali in basso per l’aerazione e un’apertura inferiore per il prelievo dell’humus prodotto. Per realizzarne una “fai da te”, si può procedere in due modi: si può creare in un posto ventilato uno strato di rametti ed erbacce su cui posizionare i rifiuti organici, da coprire poi con uno strato di terriccio, oppure è possibile realizzare una compostiera con una rete metallica o con delle assi di legno a formare un cassone, in cui depositare l’umido. Nel secondo caso, più facile da realizzare, sia se la compostiera è metallica sia se è di legno, per evitare l’eccessiva aerazione del contenuto, è bene rivestire il cassone con un materiale traspirante, ad esempio la juta. Inoltre, è opportuno realizzare anche delle aperture, così come abbiamo visto nelle compostiere commerciali, sia per il prelievo dell’humus, sia per il deposito dei residui organici. Poiché, come detto, il processo di compostaggio avviene ad opera di alcuni organismi viventi, occorre creare le condizione per loro ottimali: la giusta quantità di ossigeno e di acqua e il giusto equilibrio nella composizione del materiale organico che essi vanno a decomporre. Occorre, quindi, posizionare la compostiera in un luogo ben ventilato e fare attenzione al grado di umidità del contenuto della compostiera. Se, ad esempio, si nota troppa umidità, occorre aggiungere principalmente materiale organico secco, come ad esempio rametti, foglie, residui di frutta secca o gusci d’uovo. Se, al contrario, il contenuto è troppo secco, occorre aggiungere materiale più umido, come ad esempio residui di frutta e ortaggi, residui di olio della cucina o letame di animali domestici.
E’ diffuso pensare che la compostiera comporti esalazione di cattivi odori: se si presta attenzione a mantenere il giusto grado di umidità del composto organico, non viene prodotto alcun cattivo odore. Avrete così prodotto naturalmente dell’ottimo concime naturale e la soddisfazione di avere aiutato la natura a fare il suo corso naturale.

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