Esistono veramente i pipistrelli vampiri?

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Opinione scritta da: Redazione 18:21:01 11-02-2011

Il pipistrello è un mammifero alato appartenente alla famiglia dei Chirotteri, che si manifesta soprattutto di notte.
Il pipistrello vampiro è invece una specie caratteristica tipica della zona circostante al Rio delle Amazzoni e di tutto il Sudamerica, in cui imperversa indisturbato, distinguendosi dal pipistrello “classico”, per la sua propensione verso i grandi mammiferi ed il loro sangue, piuttosto che per gli insetti.

Mentre il pipistrello tipico delle nostre zone ama cibarsi prevalentemente di piccoli insetti notturni, ma si caratterizza anche perché erbivoro, il pipistrello vampiro, dotato di denti aguzzi e orecchie molto grandi e appuntite, colpisce con piccoli morsi indolori, quasi impercettibili, con i quali colpisce a volte anche gli uomini.
Il pipistrello vampiro riesce a trasmettere attraverso il sangue e la saliva, la rabbia, una malattia che se non curata può portare anche alla morte. Motivo per cui bisogna stare piuttosto alla larga da questi graziosi animaletti che tempo fa, proprio durante il periodo estivo, nell’isola di Marajò, in Brasile, uccisero con il loro morso circa quindici persone, mentre le rimanenti 500 che riuscirono a salvarsi furono ricoverate perché infettate dalla rabbia.

Poiché i casi si moltiplicavano con una frequenza preoccupante, le autorità ritennero opportuno raccomandare alle persone di non circolare in strada durante la serata e di dormire con le finestre chiuse.
Molti ambientalisti parlarono del disboscamento avanzato dell’isola, la maggiore fluviale al mondo, in cui i pipistrelli, che non avevano più abbastanza cibo di cui nutrirsi, a causa del degrado dell’ambiente in cui vivevano, furono “costretti” ad attaccare l’uomo, portando una disseminazione delle malattie, tra cui la più pericolosa era proprio la rabbia.
Gli attacchi, sferrati in massa, parevano mostrare i pipistrelli più assetati di sangue rispetto al solito, soprattutto durante la notte, che per loro era il momento migliore per la caccia. Di giorno, invece, amavano rifugiarsi tra gli alberi o in grotte dove potevano riposarsi con un lungo sonno, simile a un leggero letargo.

Questi animali, piccoli mammiferi pelosi simili a dei criceti dalle orecchie enormi e appuntite e dalla vista molto limitata, continuarono a mietere vittime negli stessi periodi anche in Venezuela, scatenando il panico nella popolazione.
L’attacco più recente si è scatenato nell’Amazzonia peruviana, nell’agosto scorso, quando i pipistrelli hanno attaccato il villaggio di Uraqusa e la sua tribù indigena Aguajun, uccidendo quattro bambini. L’allarme è in parte rientrato dopo l’inoculazione dei vaccini a tutta la popolazione.

È curioso notare come, accanto a una situazione di giustificato timore dettata dai loro attacchi, si sia diffusa la speranza, come rivelato da una recente ricerca australiana, di poter utilizzare la loro saliva per curare l’insorgere dell’ictus.
Il farmaco preparato, in questo periodo ancora in fase di sperimentazione, pare essere stato realizzato proprio con un derivato della saliva di una delle tre specie di pipistrello vampiro, il Desmodus Rotundus, che si nutre di solo sangue. Pare che la sua saliva contenga infatti un enzima capace di trasformarsi in un potente anti-coagulante, che faciliterebbe la circolazione sanguigna di una persona colpita da ictus, causato da un blocco dell’afflusso di sangue verso il cervello.

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