Esistono ancora i cannibali?

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Opinione scritta da: Redazione 7:12:50 28-04-2011

I cannibali o antropofagi sono gli individui che si nutrono di carne umana.
In linea generale, la pratica del cannibalismo può essere esercitata per tradizione culturale (cannibalismo rituale) o nei casi di estrema carenza di cibo (cannibalismo di necessità) o ancora quale manifestazione di particolari patologie mentali.
In termini quantitativi, il fenomeno del cannibalismo è attualmente molto ridotto rispetto al passato, ma sopravvive, nella forma rituale, in alcune tribù sparse negli angoli più remoti del pianeta.
Recenti pubblicazioni hanno descritto, ad esempio, l’esistenza in Papua Nuova Guinea di popolazioni autoctone il cui stile di vita, ancora molto simile a quello di secoli or sono, contempla la pratica dell’antropofagia rituale. Alcuni individui intervistati dichiarano di nutrirsi del corpo dei propri cari ed, in generale, sanno descrivere le differenze fra i sapori della carne umana, sostenendo, al riguardo, che quella delle persone di razza bianca ha un gusto eccessivamente forte e salato.
Di gran lunga preferita dalle popolazioni antropofaghe della Papua Nuova Guinea è la carne dei giapponesi specie di sesso femminile.
La tribù degli Yali, attualmente presente nella zona occidentale dell’isola oceanica, si ciba di esseri umani celebrando una sorta di cerimoniale magico. Il rituale prevede di nutrirsi del cervello, del cuore e della mano destra del nemico, nella convinzione di potere, in questo modo, acquisire la forza ed il potere del rivale. La pratica viene però esercitata solo sui corpi degli avversari uccisi, appartenenti a tribù territorialmente lontane.
La popolazione degli Yali è costituita da circa trentamila persone riunite in villaggi situati in Papua Nuova Guinea, tra i settecento ed i duemila metri di altitudine.
A testimonianza della persistenza della pratica del cannibalismo presso le suddette popolazioni, è la diffusione del cosiddetto morbo di Kuru legato, per l’appunto, al consumo di carne umana.
In Asia, il cannibalismo rituale viene praticato, ai giorni nostri, dalla setta indù degli Agori, presente in India. Gli appartenenti al gruppo religioso si cibano delle carni degli individui già morti abbandonati lungo il fiume Gange, nella convinzione di poter tenere lontana la vecchiaia.
La persistenza dell’antropofagia rituale viene testimoniata anche in America del Sud e, precisamente, nella foresta amazzonica occidentale brasiliana, presso la tribù degli indigeni Wari, i cui riti funerari prevedono anche l’esercizio di pratiche di cannibalismo.
Tra i fenomeni correlati all’antropofagia vi sono quelli cosiddetti di pseudo-cannibalismo, cioè pratiche non necessariamente cannibali, connesse al culto dei morti.
Al riguardo, deve essere ricordato l’uso di parti del corpo umano nei rituali di alcuni guaritori. Tali pratiche, presenti in varie regioni dell’Africa sub sahariana, attribuiscono, ad esempio, poteri magici agli organi delle persone albine, estremamente ricercati in Tanzania.
Nel mondo occidentale, il cannibalismo trova oggi riscontro solo come manifestazione estrema di patologie mentali riguardanti singoli individui e viene testimoniato come grave atto criminale, perseguibile a norma di legge.

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Giudizio positivo Vantaggi: il cannibalismo trova oggi riscontro solo come manifestazione estrema , deve essere ricordato l'uso di parti del corpo umano nei rituali di alcuni guaritori

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Tag: cannibali cultura tribù

Categoria: Arte e cultura

 

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