DVTB2: il nuovo Digitale Terrestre. Cos’è e cosa cambia per gli italiani

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Opinione scritta da: Redazione 12:08:37 16-11-2017

Con la legge di bilancio 2018 attualmente in discussione in Senato sono stati normati nuovi standard per le trasmissioni televisive, che subiranno un nuovo processo di efficientamento e un successivo switch off, a partire da Luglio 2022.

La progressiva saturazione dello spettro radio nel quale trovare uno spazio per inserire nuovi servizi wireless può rivelarsi davvero una sfida e ciò ha messo il legislatore nella necessità di riorganizzare il sistema. Il Governo quindi è andato alla ricerca di parti della banda che non siano state ancora sfruttate e cercato di confinare in spazi più ridotti i servizi già attivi, ma tecnologicamente meno avanzati, che continueranno a trasmettere in altre aree dell’etere meno onerose.

- Le novità più rilevanti
Un nuovo codec di compressione video, che passa dall’attuale DVB-T1 al codec HEVC -High Efficiency Video Codec – garantirà una qualità dell’immagine nettamente migliore che in passato, supportando fino allo standard 8k. Per la trasmissione delle immagini sarà necessaria meno banda e quindi le frequenze rimaste libere – dalla 49 alla 60 UHF – saranno sfruttate per l’upgrade alla rete 5G.

I televisori realizzati prima del 2010, che non possono riprodurre immagini in alta definizione nemmeno se dotati di supporti esterni specifici, diventeranno obsoleti in virtù di questa operazione. Le TV più recenti hanno piena compatibilità con il sistema DVB-T1 quindi saranno adattabili semplicemente integrando un nuovo decoder per il digitale terrestre. Dal 1 Gennaio di quest’anno, la legge impone la vendita esclusiva di dispositivi compatibili con il nuovo standard, quindi chi acquista un nuovo televisore non subirà impatti dalla variazione.

- La road map del passaggio
Il lasso di tempo prima dello switch off al nuovo codec di compressione verrà completato nel corso dei prossimi 5 anni ed è previsto che le famiglie che dovranno cambiare le apparecchiature in casa fruiscano di un contributo messo a disposizione dal Governo – 25 milioni l’anno per 4 anni – per il riacquisto del nuovo decoder.

Il bando di assegnazione delle frequenze liberate sarà di competenza dell’AGcom che, entro Marzo 2018 dovrà definire le procedure di gara che assegneranno – attraverso un classico beauty contest – le frequenze alle compagnie mobili. I diritti d’uso di queste frequenze verranno assegnati entro Giugno dello stesso anno, per un incasso complessivo di circa 2,5 miliardi di euro. Il rilascio, invece, dei diritti per gli operatori televisivi si perfezionerà entro i primi mesi de 2019 e verranno definite delle graduatorie per le emittenti locali. Il rilascio definitivo delle frequenze in banda 700 è previsto entro Luglio 2022; sino ad allora gli utenti continueranno ad utilizzare la compressione DVBT1.

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Giudizio positivo Vantaggi: Efficienza e qualità delle immagini , Rete mobile 5G.

Giudizio negativo Svantaggi: Sostituzione decoder o televisore.

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Tag: decoder digitale digitale terrestre televisione

Categoria: Elettronica di consumo

 

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