Dove far imbalsamere un animale a Messina?

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Opinione scritta da: Redazione 9:08:17 19-02-2011

L’imbalsamazione è una tecnica le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Chi non ricorda ad esempio come gli antichi Egizi erano soliti imbalsamare i corpi umani perché ritenevano che vi era un’altra vita nell’aldilà. In questo modo secondo gli Egizi, lo spirito della salma aveva la possibilità di resuscitare nel corpo imbalsamato. Forse sarebbe più opportuno però parlare di mummificazione in quanto i corpi venivano trattati con unguenti, resine ed oli ed avvolti in tessuti impregnati di resine. Ma comunque l’imbalsamazione non si discosta poi tanto dalla mummificazione in quanto anche in questo caso viene utilizzata una mistura di resine.
Oggi invece si ricorre all’imbalsamazione solo per preservare animali morti soprattutto come trofei di caccia, perché non credo che vadano più di moda come ornamento.
Tra i più noti imbalsamatori di animali ricordiamo il francese Fragonard, che visse nel XVIII secolo e che fu direttore della Scuola veterinaria di Lione. Grande appassionato di anatomia, riuscì ad imbalsamare e a conservare in alcuni liquidi migliaia di animali.
E mentre fino a qualche tempo fa veniva utilizzato l’arsenico per imbalsamare gli animali, per poi essere impagliati e trattati con balsami, oggi vengono solamente trattate la pelliccia o le piume dell’animale morto e la tecnica prende il nome di tassidermia.
Non so se vi è mai capitato di visitare musei dove vengono ricostruiti con i diorama gli ambienti naturali dove fanno bella mostra di sé corpi di animali così perfetti da sembrare veri.
Ebbene, la tassidermia appunto viene utilizzata per esporre gli animali in musei, scuole, laboratori e quant’altro. Soprattutto se questi sono rari e protetti. Ma non mancano coloro che ricorrono a questa tecnica per mantenere vivo il ricordo di un animale caro.
Le tecniche per l’imbalsamazione variano a seconda la stazza dell’animale e comunque con la tassidermia (dal latino significa “posizionamento del derma”) i tessuti vengono trattati con sostanze di tipo conservativo. Il corpo dell’animale invece solitamente si realizza con un’apposita armatura, al di sopra della quale viene collocata la pelle trattata nonché gli occhi di vetro e si colorano le parti cornee. La bravura dell’imbalsamatore sta nel ridare all’animale imbalsamato l’aspetto originario che aveva quando era vivo.
In questo modo si bloccano i processi di decadimento e di decomposizione e l’animale in questione può essere anche utilizzato per scopi di studio e ricerche da parte di studiosi e di semplici amanti degli animali. E così è possibile imbalsamare mammiferi, uccelli, rettili ma anche pesci ed anfibi.
Vi ricordo che comunque sia l’imbalsamazione che la tassidermia sono regolamentate da alcune leggi e chi ricorre ad esse senza autorizzazione da parte delle autorità competenti va incontro a delle sanzioni pecuniarie e può essere soggetto anche al sequestro degli animali imbalsamati qualora li detenesse in violazione alle disposizioni di cui ai riferimenti legislativi.
Gli imbalsamatori di animali presenti a Messina non sono molti ma ve n’è uno particolarmente noto. Si tratta del laboratorio di Imbruglia Teresa sito in via Monza al civico 17.

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Giudizio positivo Vantaggi: Gli egizi sono stati i primi ad utilizzare questa tecnica , lo si usa nei musei

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Tag: animali imbalsamento mummificazione

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