Divorzio: quali sono le novità?

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Opinione scritta da: Redazione 10:12:21 20-06-2017

Potrebbe avere risvolti clamorosi e rivoluzionari l’ultima sentenza del 10 maggio 2017 in merito alla concessione dell’assegno di divorzio. Come evidenziato dall’Associazione degli avvocati matrimonialisti italiani, in caso di divorzio l’ex coniuge titolare dell’assegno di mantenimento non è più tenuto alla garanzia del precedente tenore di vita, ossia di tutti quei benefici in essere durante il matrimoni. In attesa della pronuncia della Suprema Corte ci sono oltre 135.000 italiani che mensilmente inoltrano una quota all’ex coniuge e che ora potrebbero rinegoziare la somma partendo dai nuovi criteri stabiliti.

I risvolti e l’evoluzione del diritto
A rischio ci sarebbero ora migliaia di assegni. Se infatti la controparte decide di rivedere la cifra da versare in ottemperanza al nuovo orientamento legislativo, il ricevente deve dimostrare davanti ai giudici la mancanza di mezzi atti al mantenimento, ma anche l’impossibilità a procurarli. La palla passerebbe poi alla corte, che dovrebbe valutare criteri come redditi, immobili, patrimoni, stabilità lavorativa e abitativa.

All’orizzonte, quindi, chi dispone di una buona indipendenza economica potrebbe anche non ricevere più l’assegno. Resta comunque importante sottolineare che la sentenza riguarda da vicino solo gli assegni di divorzio. Nessuna nuova negoziazione sarà prevista per i versamenti successivi ad una separazione, ma non sono in discussione né l’assegno per i figli con meno di 18 anni né tanto meno i contributi per gli alimenti.

Lo scenario assolutamente rivoluzionario aperto dalla sentenza della Cassazione potrebbe però assumere anche contorni estremamente dolorosi e delicati per l’ex coniuge, che dovrebbe essere in grado di dimostrare non solo la mancanza di possibilità di sostentamento autonomo, ma anche gli sforzi fatti per migliorare la propria posizione economica. A rischio quindi la posizione dei disoccupati, che potrebbero chiamare in causa testimoni o produrre prove scritte per accertare lo stato attuale.

L’orientamento sarebbe però quello di non portare ad una ricerca indiscriminata di prove e tentativi, ma di allinearsi con il profilo professionale del soggetto che riceve l’assegno post divorzio. Non sono a rischio quindi i divorziati che sono fuori dal mercato sia per motivi di salute – come i portatori di handicap – sia per aver raggiunto la soglia pensionabile o per aver sempre svolto mansioni casalinghe.

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Giudizio positivo Vantaggi: Ridistribuzione economica del patrimonio dei soggetti coinvolti nel divorzio , Attenzione maggiore alle difficoltà dell'ex coniuge che eroga l'assegno

Giudizio negativo Svantaggi: Produzione di una serie di prove da parte di chi riceve l'assegno che potrebbe portare instabilità emotiva.

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Tag: assegno di divorzio divorzio

Categoria: Affari e finanza

 

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