Come difendersi dalle divulgazioni di foto personali?

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Opinione scritta da: Redazione 11:45:13 06-07-2018

In un mondo iperconnesso come quello di oggi, le vendette veicolate tramite i social sono tra le più pericolose. Spesso, a cadere vittima di episodi spiacevoli sono le donne. Negli ultimi anni, in Italia come nel resto del mondo, sta dilagando il fenomeno del “Revenge porn“, concetto con cui viene identificato un nuovo reato ai danni – il più delle volte – di giovani ragazze. L’ex fidanzato di turno, spinto dalla sete di vendetta nei confronti della compagna che l’ha lasciato, decide di postare delle foto intime della sua ex ragazza sui social network, sottoponendola al giudizio della rete.

In alcuni casi, il “Revenge porn” ha spinto la vittima al suicidio. Quanto accaduto a Tiziana Cantone, morta suicida a trentanni, è la testimonianza più tragica del fenomeno. Tutto ha inizio all’interno di una chat o di un gruppo privato, su Whatsapp o su Facebook. Nel giro di poche ore o giorni, le foto o i video diventano virali, attraverso le condivisioni e il passaparola tra gli utenti. Ed è allora che per la vittima inizia il calvario psicologico, talvolta con conseguenze drammatiche.

Responsabile punibile penalmente

Se si cade vittima del “Revenge porn”, ci sono delle azioni da mettere in pratica non appena si viene a conoscenza del fatto. Infatti, più si agisce con ritardo e maggiore sarà il rischio che la condivisione delle immagini diventi virale, rendendo il tutto più difficile. La prima cosa da fare è richiedere la rimozione delle foto a chi è stato l’autore materiale della prima condivisione. Qualora non si ricevesse risposta, si deve procedere con il secondo passaggio: la comunicazione di quanto avvenuto all’autorità giudiziaria e, contestualmente, la richiesta di rimozione del contenuto. Oltre all’autorità giudiziaria, ci si può rivolgere anche alla Polizia. La legge sul “Revenge porn” afferma che il responsabile può essere perseguito penalmente. Quest’ultimo rischia una reclusione fino ai tre anni (minimo 6 mesi), oppure potrebbe essere costretto ad un risarcimento di importo pari o superiore a 516 euro.

Prestare attenzione a cosa si condivide

Un punto fondamentale è il prestare la massima attenzione a cosa si condivide sia tramite i social network, come Facebook o Instagram, sia attraverso le app di messaggistica istantanea, ad esempio Whatsapp. Se il cybercriminale non ha contenuto compromettente da diffondere in rete, sarà molto più difficile per lui arrecare danno alla potenziale vittima di “Revenge Porn”. Rispettare le comuni regole del buon senso anche sui social può rappresentare un aiuto di vitale importanza.

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Giudizio positivo Vantaggi: Responsabile punibile penalmente , Possibilità di risarcimento

Giudizio negativo Svantaggi: La rimozione completa del materiale multimediale è difficile

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Categoria: Computer e Internet

 

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