Di cosa si occupa la Corte Costituzionale?

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Opinione scritta da: Redazione 15:18:59 04-02-2011

La Corte Costituzionale è stata introdotta nel 1948 con la Costituzione repubblicana, e quindi è un’istituzione giovane rispetto agli altri organi costituzionali nati contemporaneamente allo Stato italiano. Non di rado la sentiamo nominare la “Consulta” perché essa è ospitata all’interno del settecentesco palazzo della Consulta, in Piazza del Quirinale a Roma.
La Corte Costituzionale nasce con il compito di garantire il rispetto delle leggi da parte di tutti dialogando con gli organi giurisdizionali. Dal 1956, anno in cui si tenne la prima udienza, ad oggi sono migliaia le decisioni sottoposte al suo esame e sulle quali essa si è pronunciata.
L’articolo 135 della Costituzione sancisce che la Corte Costituzionale sia composta da 15 giudici, tra cui alcuni provenienti dal Consiglio di Stato, dalla Corte di Cassazione e dalla Corte dei Conti che hanno un mandato di nove anni ed entrano a far parte del cosiddetto “ordine collegiale” dove viene eletto un Presidente che rimane in carica per tre anni.
Il compito più importante che spetta alla Corte Costituzionale è quello di decidere sulla legittimità costituzionale delle leggi dello Stato e delle Regioni, ovvero se queste sono conformi alla Costituzione. Quindi le leggi dello Stato, delle Regioni e delle Province e i decreti legislativi e i cosiddetti decreti legge, quelli adottati dal Governo in via d’urgenza, sono controllate da questa potestà legislativa. I regolamenti invece, essendo che devono essere conformi alla legge che a sua volta deve essere conforme alla Costituzione, non hanno bisogno di essere sottoposti al controllo della Corte Costituzionale.
Ma chi può fare ricorso alla Corte Costituzionale chiedendole di pronunciarsi sulla costituzionalità di una legge? Nell’articolo 2 della legge costituzionale n. 1 del 1948 si è stabilito che anche le Regioni potessero impugnare le leggi dello Stato che ritenessero contrarie alla Costituzione, come nello stesso modo precedentemente si era stabilito l’impugnativa da parte del Governo delle leggi regionali. Inoltre anche i giudici, qualora si dovessero trovare a dover risolvere una controversia dubitando della sua conformità alla Costituzione, hanno il dovere di rivolgersi alla Corte Costituzionale per risolvere la questione.
Deve essere però chiaro il concetto che la Corte Costituzionale non costituisce una terza istanza legislativa che serve a modificare le scelte fatte in Parlamento, bensì deve controllare se il legislatore, nel fare la legge, si sia mantenuto entro i termini della Costituzione e i principi costituzionali, senza che questi vengano violati. Nel caso dovesse accadere ciò viene dichiarata l’illegittimità costituzionale della legge, nel senso che questa non può essere più applicata e al legislatore non rimane altro che deliberarne un’altra in sostituzione. Se invece, in caso contrario, la Corte Costituzionale dichiara il dubbio di costituzionalità non fondato, allora la legge può rimanere in vigore. Ma può accadere che magari altri giudici risollevino il dubbio, e allora toccherà nuovamente alla Corte pronunciarsi, però sulla base di nuove argomentazioni. Diciamo che il fatto che la Corte si pronunci diversamente contraddicendo la sua precedente pronuncia può anche accadere, perché essa nel tempo cambia il suo ordine collegiale.

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