I datori di lavoro possono sorvegliare i dipendenti?

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Opinione scritta da: Redazione 10:44:49 04-01-2011

Il potere di sorveglianza del datore di lavoro sui lavoratori è disciplinato dagli articoli due, tre e quattro dello Statuto dei lavoratori. Il datore di lavoro sicuramente gode del potere di verificare il correto svolgimento delle mansioni lavorative da parte del sottoposto, infatti, il codice civile ammette un potere direttivo e di controllo sull’attività svolta e può procedere di persona oppure, indicare ai lavoratori degli addetti che hanno il potere di svolgere tale compito. Allo stesso tempo il legislatore ha ritenuto di dover porre dei limiti per evitare che tale potere potesse arrivare a ledere la dignità del lavoratore attraverso un sistema eccessivamente oppressivo.
Il primo articolo da prendere in considerazione è il numero tre che, stabilisce che il datore di lavoro può indicare ai lavoratori del personale addetto ai controlli sull’attività, ma per fare ciò non può utilizzare delle guardie giurate, queste insieme ai mezzi di registrazione audio visivi, disciplinati dall’articolo quattro, possono essere utilizzate solo a tutela del patrimonio aziendale e per la sicurezza sul luogo di lavoro e non per controllare l’attività lavorativa. Da questi metodi può indirettamente arrivare un controllo sull’attività lavorativa, ma ciò è mitigato dal comma due dell’articolo tre che stabilisce: ” le guardie giurate non possono contestare ai lavoratori azioni o fatti diversi da quelli che attengono alla tutela del patrimonio aziendale” ciò significa che, se anche la guardia giurata si accorge che il dipendente X lavora poco o male, oppure, che prende pause frequenti, non potrà contestarlo al lavoratore, le uniche cose che potrà contestare allo stesso, attengono ad aventuali furti di materiale presente in azienda o comunque fatti attinenti in senso stretto alla tutela del patrimonio. Le guardie, inoltre, non possono accedere nei locali dove si svolge l’attività lavorativa durante lo svolgimento della stessa, se non per specifiche e motivate esigenze attinenti alla tutela del patrimonio aziendale. Quindi le guardie devono stare fuori dai locali dove si svolge l’attività lavorativa. Lo stesso principio regge l’articolo quattro riguardante la sorveglianza audiovisiva le cui apparecchiature possono essere installate solo previo accordo con le rappesentanza sindacali o, in mancanza di queste, con un accordo con la commissione interna, nel caso in cui non si raggiunga l’accordo deve intervenire l’Ispettorato del lavoro.
Lo Statuto dei lavoratori con queste norme ammette i controlli sull’attività dei lavoratori da parte del datore di lavoro, ma tutti questi non devono arrivare a ledere la dignità del lavoratore, sembra che lo stesso tenda a individuare tale lesione nel controllo visivo continuativo e quindi ad ammettere controlli, vari durante la giornata, ma non al punto da avere un controllo per ogni singolo minuto di attività lavorativa svolta, cosa che succederebbe con l’uso di strumenti audiovisivi oppure, con l’uso di guardie giurate. In quest modo al lavoratore è lasciato un margine di discrezione nel modo di gestire i tempi e modi di lavoro e viene umanizzato e responsabilizzato in relazione a quello che può essere considerato il bene comune “azienda”.

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