Da Jack lo squartatore a Unabomber, perché i killer seriali hanno un fascino popolare?

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Opinione scritta da: Redazione 14:08:57 08-04-2020

C’è una morbosa identificazione nelle vicende dei serial killer. L’opinione pubblica dopo la prima fase di scoramento si appassiona alle storie del mostro.
Nel 1888 la Londra vittoriana e l’ispettore Donald Swanson di Scotland Yard furono messi sotto scacco da Jack lo Squartatore e nonostante gli efferati omicidi non fu catturato.
Dopo 126 anni è stato dato un volto a “Jack”: quello dell’esule polacco Nathan Kominski.
La società londinese s’interrogò se dare risalto ai delitti con il timore d’alimentare l’ego dell’assassino e l’effetto emulazione.
Il fascino morboso dell’omicida seriale ha spesso trovato adepti nella fragile personalità di alcuni individui, come è accaduto con i personaggi di Hannibal e Unabomber.
La prima figura, ispirata al caso vero di un medico messicano, è il frutto della fantasia di Thomas Harris. Ebbe numerosi adattamenti cinematografici e televisivi: “Il silenzio degli innocenti” con Anthony Hopkins, Manhunt con Brian Cox e in TV con il telefilm di Mads Mikkelsen.
Non mancarono gli emuli nella realtà, soprattutto in Giappone con Sagawa, Tsutomu Miyazaki e Sakakibara.

Theodore Kaczynski
, conosciuto Unabomber, operò negli anni ’70, ’80 e ’90 causando 3 vittime. La sua figura è stata la più ricercata e scandagliata dalle case di produzione. Dopo l’arresto il fenomeno non è terminato, in tutto il mondo sono comparsi emulatori, anche in Italia.

La penna di fini sceneggiatori ha messo in luce le storie criminali di 50 serial killer, rincorrendo il fascino popolare del macabro che cattura pubblico.

I serial killer più popolari nella cinematografia

Ed Gein confessò due assassini, con l’atrocità dei suoi atti ispirò: “Psycho”, “Texas Massacre” e “Il silenzio degli agnelli”.

Henry Lee Lucas, il serial killer più prolifico, uccise 350 persone in venti anni (poi ne confessò 600), la sua storia è stata raccontata nel film “Henry, pioggia di sangue”.

Aileen Wuornos, chiamata Highway Hooker, uccise 7 uomini tra il 1989 e il 1990. La sua figura è stata interpretata da Charlize Theron nel film “Monster” del 2003.

Andrei Chikatilo, “Il macellaio di Rostov”, ha ucciso 52 donne e bambini in 10 anni; la sua storia è stata analizzata nel film “Evilenko”.

Il Killer dello Zodiaco non è stato mai catturato, ha contribuito alla sua fama la produzione cinematografica “Zodiac”.

Le storie italiane come quelle di Chiatti, Maniero o del mostro di Firenze, pur avendo appassionato non hanno avuto una particolare narrazione.

L’interesse ai casi seriali è massimo quando le storie non toccano da vicino la carne viva degli spettatori.

È evidente che con la visibilità si sdogana il serial killer da un angolo psichiatrico, dandogli popolarità.

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Giudizio positivo Vantaggi: Lo spettatore vuole vedere la cattura dell'omicida. , Le storie macabre sono di facile lettura.

Giudizio negativo Svantaggi: I serial killer pop generano emulazione.

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